Tuorlo – vino e cucina

Voto: 7.25 su 10

OFFERTA

Situato nel Quadrilatero Romano, Tuorlo si può annoverare tra i locali che propongono una cucina di stampo creativo, pur partendo da basi tradizionali. Oltre ai tre menù degustazione presenti – Pop, Vintage e Green, tutti di 6 piatti proposti al prezzo di 55 euro -, è possibile scegliere anche à la carte tra antipasti, primi e secondi che sono gli stessi anche nei suddetti percorsi. Il menù Pop propone piatti più contemporanei, quello Vintage invece è ancorato alla tradizione piemontese, pur godendo di intelligenti rivisitazioni e quello Green è vegetariano. Dopo dei piacevoli cracker di farina di ceci con semi tostati, accompagnati da burro montato con acqua frizzante, dei cioccolatini al Gorgonzola e dei baci di dama al parmigiano, ripieni di tomino e limone, divertenti ma con un sapore troppo intenso per un inizio pasto, abbiamo assaggiato un carpaccio di punta d’anca di vitello laccato col fondo, servito arrotolato con polvere di capperi, katsoubushi e una salsa fin troppo delicata, tanto da scomparire rispetto al sapore degli altri ingredienti, rendendo il piatto poco incisivo; decisamente di maggior carattere e piacevolezza la crème brûlée con ragù di agnello, chutney di zucca e caramello al vermouth, leggermente sbilanciato sul dolce per via del caramello e della zucca, ma complessivamente godibile. Molto buoni entrambi i primi piatti: le fettuccine fatte in casa condite con un piacevole ristretto di pesce, limone e nero di seppia, e i più classici plin ai tre arrosti con un buon fondo di cottura, dal sapore intenso e una presenza di aglio percepibile, ma non disturbante. Cottura imperfetta a nostro avviso per la pancia di maiale che aveva la carne un po’ tenace e il grasso non perfettamente sciolto, servita con crema di carote e mela. Ottima, invece, la rivisitazione della grissinopoli, la bistecca impanata torinese, fatta con il diaframma: buona la croccantezza e con una carne saporita e scioglievole. Ottimi i due dolci provati: la torta di mele con meringa bruciata, zabaione e granita di mela, e la mousse al gianduia con burro di arachidi, arancia e spuma di Bicerin, dolci ma non stucchevoli. In chiusura un caffè ben estratto accompagnato da piccola pasticceria: dei gianduiotti alle arachidi, dei tartufini alle nocciole e delle gelée alla pesca.

AMBIENTE

Bella la cucina a vista all’ingresso del locale, con la sala principale allestita al primo piano, al termine di una non proprio agevole scala. Il vero gioiello del locale è il cortile interno in uso nella stagione estiva, in cui l’atmosfera intima, purtroppo, può essere a tratti rovinata dai rumori provenienti dai palazzi vicini, dalle TV ad alto volume e dai latrati dei cani.

SERVIZIO

Il personale è gentile e presente, ma molto giovane e non sempre esperto nel rispondere a domande su piatti e vini.

CANTINA

La carta risulta molto contenuta per la tipologia di locale, con ricarichi corretti, ma alti sui vini al calice. Le etichette spaziano tra l’Italia e la Francia, rendendo difficile capire la logica sottostante. Le informazioni forniteci in fase di scelta, sono state gestite con scarsa competenza.

OLIO

Su richiesta viene fornita una bottiglia con tappo a norma di olio EVO bio toscano, blend di Frantoio, Leccino e Moraiolo.

CHIUSURA
Lunedì. A pranzo tranne Domenica