L’espansione dell’iconico spazio Cargo HiTech nell’ultimo anno ha portato a significativi cambiamenti lungo Via Meucci. Anche Tanishka, apprezzato ristorante fusion, è stato coinvolto in questa trasformazione, trasferendosi di pochi numeri civici (dal 43 al nuovo e più ampio spazio al civico 50) all’interno degli spazi rinnovati di Cargo HiTech, showroom di arredi e design. Il ristorante nasce dall’idea del giovane chef Milan Tanishka, che propone una cucina ispirata alla tradizione cingalese, quella che ha imparato ad amare osservando da bambino la madre ai fornelli._x000D_
La nostra cena è partita con il piede giusto grazie al papadam, una cialda croccante a base di farina di riso e legumi, seguita da polpette di pesce con un cuore d’uovo e spezie (bitthara), impanate e servite con ananas saltata agropiccante, accompagnate da pomodorini al forno con aglio, salsa jalapeño e lime. Tra i piatti forti abbiamo scelto il gustoso Maps Roti, il tipico pane basso ripieno di stracotto di manzo speziato, e il Pittu, farina di riso rosso aromatizzata con cocco fresco, cotta al vapore e servita con stufato di kekiri al tamarindo, curry di pesce spada ed erbette saltate, anch’esso molto valido. Per chiudere in dolcezza abbiamo optato per un’equilibrata panna cotta al cocco, seguita da un altro piccolo dessert offerto dalla casa: deliziose palline di cocco, cacao, latte di soia e zucchero.
Il nuovo arredo di Tanishka segna un cambiamento evidente rispetto alla sede precedente. Se in passato si respirava un’atmosfera calda, accogliente, con richiami orientali e un tocco industriale dato dall’iconico capannone, oggi il ristorante si presenta con un’impronta più sofisticata ed elegante. All’esterno, un cortile curato con ghiaia, piante e tavolini offre uno spazio rilassato e piacevole. All’interno, lo spazio è reso vivo da una ricca presenza di piante esotiche e decorazioni d’ispirazione orientale, disposte in un’armoniosa composizione di grande gusto.
Attento, competente e sempre puntuale. Il personale accompagna con discrezione e precisione i commensali nella scoperta dei piatti, suggerendo abbinamenti ben calibrati con i vini e guidando con garbo in un viaggio attraverso i sapori dello Sri Lanka.
La carta dei vini è essenziale ma ben selezionata, con etichette non convenzionali disponibili anche al calice. I ricarichi sono abbastanza corretti per le bottiglie, mentre quelli alla mescita sono un po’ alti. Oltre al vino, si può optare per birre artigianali alla spina o per la tipica Lion asiatica in bottiglia.