Piccolo passo in avanti per questo ristorante del quartiere Montesacro che propone una cucina di stampo tradizionale con piccoli spunti creativi ben dosati. Il menù celebra soprattutto la carne, che, nella preparazione che dà anche il nome al locale, l’agnello alla scottadito per l’appunto, raggiunge un ottimo livello: carne succulenta, ben cotta alla griglia e sapore deciso. Lo abbiamo fatto precedere da due antipasti – la pancia di maiale croccante con patate schiacciate e porchettate e puntarelle alla romana e il carciofo alla romana cotto alla brace con spuma di pecorino e mortadella artigianale – e un primo davvero eccellente: lo gnocchetto di patate con ragù di castrato, pecorino e cacao amaro. Gustoso ma alla lunga pesante il contorno a base di radicchio brasato, salsa allo zabaione e crumble croccante. Caffè sottoestratto e dall’aroma poco invitante.
AMBIENTE
Come già segnalato, l’arredo del locale è l’aspetto che colpisce meno: tavoli in legno coperti solo da semplici tovagliette di carta al posto della tovaglia, tovaglioli (per fortuna) di stoffa e mensole sparse qua e là senza una particolare cura per il dettaglio. Con la bella stagione è fruibile anche lo spazio all’aperto.
SERVIZIO
Cambio di passo su questo aspetto, con uno staff che si è dimostrato cortese e prodigo di spiegazioni.
CANTINA
La carta dei vini non è molto ampia ma ben pensata, con anche etichette biologiche e naturali provenienti da diverse regioni italiane (non tutte) e qualche bottiglia pure dalla Francia. Manca l’indicazione dell’annata, ma almeno i ricarichi sono equi. Per la mescita bisogna affidarsi al personale.
OLIO
Su richiesta ci è stato servito un olio EVO umbro, blend di Moraiolo, Leccino e Frantoio, nella bottiglia a norma.