Piccolo passo in avanti per questo locale situato su Via Tiraboschi, in zona Porta Romana, dove la cucina dello chef campano Andrea Cutillo unisce radici partenopee e creatività misurata. Oltre alla carta, sono disponibili due percorsi degustazione da cinque e sette portate, proposti rispettivamente a 60 e 75 euro, senza obbligo per l’intero tavolo. Per la prova di quest’anno abbiamo iniziato con “come una catalana”, un’interpretazione personale del classico piatto a base di crostacei, in cui dei gamberi scottati (al posto della tradizionale bollitura) erano adagiati su cipolla rossa in agrodolce dal gusto delicato, pomodorini rossi e gialli e sedano, per un sapore complessivo davvero fresco e gradevole, accentuato dall’aromaticità del basilico. Tra gli antipasti, ottimo l’uovo in crosta di pane panko cotto a 64°C, con tuorlo liquido e frittura croccante, servito su salsa di pomodoro, burrata e salsa al prezzemolo. La burrata, seppur dosata con parsimonia, risultava percepibile, mentre i crostini croccanti creavano un perfetto contrasto con la cremosità dell’uovo. Il primo piatto è stato una pasta mista della tradizione campana con provola affumicata, baccalà morbido e saporito, bisque di crostacei e salsa al prezzemolo, dalla mantecatura perfetta e un buon bilanciamento tra dolcezza e sapidità. Cotta alla perfezione la pluma iberica, con esterno croccante e interno tenero, servita con purè di patate con alghe e burro mantecato; la salsa di soia al miele e una leggera spolverata di pepe nero hanno aggiunto note dolci e speziate. In chiusura, gelato allo yogurt con frutti di bosco e spolverata di zenzero, servito molto freddo, con la componente speziata appena percettibile, seguito da un espresso ben estratto e dal profilo aromatico pulito.
Location elegante e intima, con una veranda estiva resa accogliente dai teli sospesi. I pannelli fonoassorbenti garantiscono una buona acustica; gradevole il sottofondo di musica leggera.
Personale cortese e preparato, rapido e attento a ogni dettaglio, capace di illustrare con precisione le portate e proporre abbinamenti enologici adeguati.
Carta dei vini ben strutturata, con etichette italiane e internazionali che spaziano dalle bollicine ai vini dolci. La selezione consente abbinamenti mirati e di qualità.
Su richiesta ci è stata servita una bottiglia a norma di olio EVO toscano, di cui non siamo riusciti a sapere le cultivar.
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