Storico e granitico indirizzo dei Castelli aperto fin dal 1902 con al timone sempre la famiglia Lanzi. Il menù propone una cucina tradizionale, legata al territorio e alla stagionalità degli ingredienti, ma attualizzata con preparazioni rese più leggere e risultata ben calibrata nei sapori. Abbiamo aperto la nostra visita con un’ottima vignarola, piatto antico realizzato con diverse verdure e legumi primaverili, con un gustoso medaglione ai porcini e Taleggio, servito su una buona crema di zucca e arricchito con castagne bollite sbriciolate e tartufo nero, e con un ottimo tagliere misto di salumi in cui spiccava un dolce prosciutto crudo e un gustoso capocollo. Passando ai primi, ben realizzati i cannelloni al sugo di pomodoro, dall’aspetto casalingo e con un saporito ripieno di manzo. Avvolgenti e dalla pasta spessa ma piacevolmente al dente i ravioli ripieni di brasato di scottona con uno splendido intingolo al Barolo e mirtilli. Passando ai secondi, dalla griglia abbiamo gustato una discreta tagliata di controfiletto di Angus saporita ma leggermente tenace; decisamente meglio è andata con l’eccellente coscio di faraona confit ripieno di funghi ed erbe aromatiche accompagnato da cicoria ripassata e purè di patate. La tartelletta con crema inglese e frutti di bosco e la zuppa inglese servita al bicchiere, entrambe appaganti, sono state seguite da due ottime tazzine: un monorigine del Guatemala dalla bilanciata acidità e un monorigine dell’Honduras dalla buona coda fruttata, accompagnati da cioccolatini alla nocciola e al pistacchio.
Più ristorante che osteria, Il Bersagliere presenta una bella sala con camino, elegante e accogliente, con diversi coperti ben distribuiti. Impagabile lo spazio esterno nel quale sono posizionati altri tavoli fruibili nella bella stagione.
Corretto nei dettagli, disponibile nelle descrizioni, si avverte un rallentamento a locale pieno.
Una carta che predilige il Lazio con una buona rappresentanza di altre regioni, in particolare Toscana e Piemonte, con ricarichi leggermente sopra la norma e con descrizioni corrette, anche nell’indicare quelli non disponibili.
Su richiesta viene portata a tavola una bottiglia a norma di olio EVO, monovarietale Itrana della provincia di Latina e dell’ultima spremitura.
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