Conferma di voto per questo locale che è una vera e propria trattoria romana, nonostante sia ubicato in una zona ad alta intensità turistica quale il Circo Massimo (da cui deriva il nome). La proposta è quella tipica romanesca, con alcuni graditi ampliamenti, comunque ben gestiti, ingredienti locali di prima qualità e fornitori identificati nel menù. Dopo il gradevole avvio con la classica parmigiana di melanzane, saporita ma giunta tiepida a tavola, abbiamo proseguito con delle ottime e giustamente callose fettuccine con ragù di faraona dell’azienda Scudellaro e tartufo estivo, ricche di sapore e di condimento. Per il secondo piatto, invece, abbiamo “pescato” dal mare: ben fatto il filetto di orata in crosta di zucchine e patate con pomodori confit, umoroso al punto giusto; molto apprezzato anche il padellotto di verdure di stagione con melanzane, peperoni, carote, zucchine e cipolla, in cui ogni singolo ortaggio ha mantenuto il proprio sapore in un armonico equilibrio. In chiusura, uno sfizioso cannolo scomposto farcito di crema aromatica, seguito da un caffè di buona estrazione, dalla crema persistente, ma non particolarmente complesso.
Il locale è arredato con riproduzioni di manifesti d’epoca, sedie e tavoli di legno da vera osteria, tovagliette e tovaglioli di carta. Con la bella stagione è disponibile anche qualche tavolo esterno.
Gestito da una folta brigata che lavora a ritmo serrato, risulta attento ai dettagli, senza trascurare la cortesia e le informazioni ai clienti.
La carta dei vini è composta da una scelta limitata di etichette commerciali con ricarichi moderati; un’alternativa alla bottiglia è il vino della casa disponibile nella classica “fojetta” da mezzo litro a 7 euro, oltre le proposte al calice prezzate in menù.
Su richiesta ci è stato servito un olio EVO umbro, blend di Leccino, Moraiolo e Frantoio, servito nella bottiglia a norma.