Gustare la vera cucina imperiale cinese immersi nell’atmosfera unica dei vicoli del centro di Roma, con lo sguardo sulla suggestiva piazzetta di San Paolo alla Regola, diventa un’esperienza davvero appagante, grazie anche alla professionalità di Yan Jiang, la titolare, che accoglie gli ospiti con savoir faire. Il menù di Oolong comprende dim sum, zuppe, noodles, riso, carne e pesce, oltre tre menù degustazione che vanno dai 48 ai 70 euro, il modo, a nostro avviso migliore, per avvicinarsi a questa cucina in modo completo. Tra i piatti più antichi e particolari che abbiamo assaggiato c’è l’uovo centenario: colore scurissimo, gusto umami intenso, quasi sulfureo per la lunga fermentazione, consistenza particolare, tra il gelatinoso e il calloso, può piacere o no ma è comunque da provare, così come la medusa, con la sua consistenza particolare, scivolosa ma croccante, e il sapore intrigante, fresco, sapido, iodato e leggermente piccante. Su terreni meno impervi e di immediata piacevolezza i dim sum, perfetti per chiusura e dimensione: il piatto misto comprendeva un raviolo agli spinaci, uno di carne con ripieno profumato al tartufo e una sfoglia alla curcuma che ben si abbinava alla farcia, un terzo con gamberi sormontati da uova di pesce sapide e croccanti, e, infine, un raviolo ripieno di un gambero intero dalla cottura impeccabile. Altro piatto assolutamente da provare è l’anatra laccata in tre portate, con la pelle croccante da avvolgere in delicate crêpes con cetriolo, porro e il suo fondo ristretto, la carne di petto e coscia disossata e saltata con verdure miste, morbida e succulenta, e una corroborante zuppa come terzo piatto per rendere più persistente il sapore dell’anatra. Ben fatto anche il riso “Tramonto di Shangai”, che in realtà si compone di due tipologie di riso, uno speziato riso jasmine al curry e un ricco riso nero con calamari. Tra i piatti completamente vegetali abbiamo scelto “la Dieta di Luohan”, un mix di verdure e funghi cotti al vapore appagante e variegato. Chiusura golosa e leggera con una quinoa dolce molto simile a un risolatte e con dei profumati dolcetti al cocco fritti.
La vista sulla chiesa di San Paolo alla Regola è suggestiva, e lo spazio ricavato all’esterno circondato da piante che garantiscono un minimo di privacy è estremamente godibile, i tavoli sono apparecchiati con cura e con stoviglie di livello. L’interno non è molto ampio ed è arredato con gusto orientale, attraverso una scala in pietra si accede alla sala imperiale con un unico lungo tavolo sociale.
Presente in modo discreto e di poche parole, disponibile quando viene chiesto di spiegare le ricette.
La lista dei vini non è lunga ma risulta abbastanza variegata e originale con ricarichi onesti per la zona e il tipo di ristorante; oltre al vino è possibile scegliere tra una lista di sake oppure pasteggiare con alcune tipologie di tè.
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