La pizza non è certo una della specialità per cui va famosa la Basilicata, ma questo indirizzo colma la lacuna offrendo una propria personale e indovinata interpretazione dello stile napoletano, con un impasto morbido e fragrante all’interno, leggermente più croccante sul fondo e ai bordi (croustillant, direbbero i francesi) e dal cornicione poco pronunciato. Una tela perfetta per sorreggere ingredienti di qualità selezionati tra le eccellenze del territorio lucano, regione di provenienza dei titolari. Dopo un gradito benvenuto di olio EVO e pane fatto in casa, abbiamo aperto la nostra cena con delle polpette di melanzane servite con maionese al peperone crusco, saporite e niente affatto unte. Ottimo avvio seguito dalla margherita secondo Materia, caratterizzata dall’aggiunta di un’emulsione di basilico fresco che arricchiva senza appesantire, e da una pizza scelta tra le “stagionali”, la Lucana con cime di rapa ripassate, fior di latte, salsiccia fresca di Cancellara di maiale nero lucano e peperone crusco di Senise. Entrambe si sono rivelate molto ben bilanciate negli abbinamenti e di grande digeribilità.
Unica location (ormai una rarità per questo tipo di locali su Milano), in una strada laterale di Via Torino a pochi passi dal Carrobbio: lo spazio, organizzato in un’ampia sala unica dai toni scuri e dalle luci soffuse, risulta più raccolto ed elegante rispetto ad una pizzeria classica. Tavoli leggermente sottodimensionati.
Accoglienza sorridente e gentile, apprezzabile il gesto di consegnare in regalo, al momento del conto, un sacchetto dell’eccellente pane assaggiato in apertura.
Più che soddisfacente l’offerta per quanto riguarda il bere, con una lista vini che cerca di abbracciare un po’ tutte le tipologie affiancata da un discreto numero di etichette brassicole, comprese alcune opzioni artigianali lucane.
Nel menù, per ogni pizza, è indicato l’utilizzo di olio EVO IGP Lucano che viene aggiunto a crudo.