L’Osteria di Monteverde

Voto: 7 su 10

OFFERTA

L’Osteria di Monteverde è un indirizzo classico per chi cerca una buona tavola di quartiere, dalla proposta non esclusivamente “pop”, ma arricchita da piatti che non rinunciano a fantasia e tecnica. Nel complesso la cucina propone buone idee, anche se quest’anno abbiamo notato qualche piccola sbavatura che ci induce prudenza nel voto. Il menù, che presenta anche diverse portate a base di pesce, gioca con la tradizione romana e laziale ma alcune delle ricette più note vengono rielaborate con discrezione e, molto spesso, alleggerite; oltre alla scelta alla carta, è possibile optare per un percorso degustazione di 6 portate a 60 euro. Dopo un piccolo benvenuto dello chef, a base di cereali e legumi, la nostra cena è iniziata con i fiori di zucca infornati con ricotta di pecora, che ci hanno convinto per pulizia e fragranza, così come le polpette di bollito con salsa verde e kefir al cetriolo di ottimo equilibrio gustativo (risulterà il piatto migliore della serata); fresca e ben calibrata, la panzanella di pomodorini, anguria, prezzemolo e caprino. Nei primi piatti si percepisce qualche incertezza: se gli spaghetti cacio e pepe, pur gustosi e di morso perfetto, risultano poco fluidi e tendono a far massa, il risotto alla crema di scampi soffre invece di una cottura prolungata che ne appiattisce la resa complessiva. Fra i secondi, nel complesso meglio calibrati, abbiamo preferito il coscio di pollo in porchetta con mortadella e crema di peperoni, piatto ricco di sapore e ben amalgamato, alla più ordinaria tagliata di scamone, troppo asciutta, con salsa barbecue e zucca. Finale dolce in tono sobrio e misurato: tiramisù in porzione “mini”, una buona idea a fine pasto, cantucci, davvero ben fatti, con Cannellino di Frascati e panna cotta con caramello salato, non memorabile. Caffè di buona fragranza e persistenza aromatica.

AMBIENTE

Lo stile è quello classico di una cosiddetta trattoria moderna: luci calde, quadretti alle pareti e atmosfera rilassata che, in fondo, riflette bene lo spirito del quartiere, un po’ defilato dal caos del centro città. Anche la mise en place è quella tipica di questi locali: runner sulla tovaglia, stoviglie di design, bicchieri adeguati al vino scelto. Lo spazio esterno è molto richiesto nella bella stagione.

SERVIZIO

Attento e senza formalismi, con tempi generalmente ben gestiti. Nel complesso, la sala mantiene un tono cordiale e professionale, attento alle esigenze del cliente.

CANTINA

La carta dei vini è abbastanza contenuta ma propone bottiglie di interesse, per lo più di piccoli produttori, rappresentative del panorama enologico nazionale a prezzi molto corretti. L’offerta alla mescita, pur presente, non offre un ampio ventaglio di scelta.

OLIO

Su richiesta, ci è stato servito un buon olio EVO di Cori (LT), monovarietale Itrana, nella bottiglia a norma.

CHIUSURA
Domenica a cena, Lunedì a pranzo