Lieve calo di voto per questo ristorante aperto su Via Chiana da poco più di due anni. La cucina propone piatti non troppo elaborati che spesso seguono l’andamento stagionale delle materie prime, con alcune presenze fisse come i primi della tradizione romana (carbonara, amatriciana, cacio e pepe e gricia) e alcuni fuori menù che vengono elencati a voce dal personale. Dalla sezione antipasti abbiamo scelto un carciofo alla giudia su spuma di pecorino e olio al prezzemolo, dalle foglie croccanti e non unte e una spuma delicata. Tra i primi, invece, abbiamo optato per dei tagliolini con carciofi, seppia e bottarga di Cabras, con la pasta al dente, i carciofi leggermente troppo secchi e dal sapore blando rispetto a quello più deciso e persistente della bottarga. A seguire, il calamaro cotto al kamado necessitava di qualche minuto in più di cottura, mentre la panzanella di accompagnamento con gazpacho (semplice salsa di pomodoro), a nostro avviso, era un contorno fuori luogo che mal si sposava con il mollusco. Pesante e alla lunga stucchevole il creme caramel al cocco e lime, un dolce dalla consistenza eccessivamente compatta, seguito da un caffè leggermente sovraestratto e privo di complessità aromatica.
La sala principale è occupata in gran parte dal bancone ed è caratterizzata da un arredo caldo e accogliente; di lato c’è una piccola zona rialzata con divanetto a parete e una piccola finestra che dà sulla cucina.
Informale e cortese.
La carta dei vini è ristretta ma ben pensata, con produttori bio natur e qualche proposta di nicchia. Sulla lavagna posta sopra al bancone sono riportate le etichette alla mescita, mentre chi vuole un’alternativa al vino può scegliere dalla drink list il cocktail che preferisce. Corretti i ricarichi.
Ad una prima visita, alla nostra richiesta di olio, ci è stata servita una ciotolina già riempita in cucina, quindi in una modalità non a norma, mentre durante un’altra visita, ci sono state portate due bottiglie con tappo a norma di olio EVO pugliese, le cui cultivar non erano specificate.
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