In zona Navigli c’è questo ristorantino coreano, raccolto e intimo, che strizza l’occhio al pubblico occidentale pur restando fedele alla tradizione. Il locale ha l’impronta di un piccolo bistrot con pochi tavoli e una chiara vocazione al take away. Infatti, il menù è breve ma ben studiato: pochi piatti iconici della cucina coreana, con qualche incursione fusion. Un dettaglio che colpisce è la scelta di servire tutto in contenitori biodegradabili monouso: comodi e pratici, anche se meno affascinanti delle tipiche ceramiche coreane. Per la prova di quest’anno siamo partiti con il bibimbap, la famosa ciotola di riso con verdure di stagione disposte con ordine quasi geometrico, da arricchire con uovo o con manzo marinato: bello da vedere e, come da tradizione, da mescolare poi con la salsa fermentata di peperoncino, un piatto semplice, autentico e senza sbavature. Abbiamo proseguito con un sandwich bulgogi: un panino ripieno di carne marinata e kimchi, anch’esso gustoso, ben bilanciato e con un kimchi di carattere; certo, il pane non appartiene molto all’immaginario coreano – dove di fatto non esiste – ma l’esperimento funziona. In chiusura, il bungeo-ppang, il tipico dolce a forma di pesce, di solito ripieno di crema o di fagioli rossi. Qui lo propongono con fagioli rossi e un tocco creativo di noci e, nonostante non sia la replica perfetta dell’originale (la pasta era poco fragrante), resta comunque un dolce divertente. Il menù delle bevande è abbastanza ricco: birre, soft drink e distillati coreani, più una piccola selezione di vini naturali italiani e stranieri. Noi abbiamo provato il vino di riso coreano (Makgeolli), servito nella sua inconfondibile bottiglia di plastica. Una scelta insolita e forse un po’ spiazzante, ma che racconta bene la distanza culturale tra la Corea e il nostro modo di intendere il vino.
Il locale si presenta con uno stile che combina eleganza e accoglienza, grazie all’uso di materiali naturali come pietra e legno, impreziositi da tendaggi che richiamano l’estetica coreana. La cucina a vista aggiunge vitalità allo spazio, insieme alle lampade di diverse forme e dimensioni che creano un gioco di luci suggestivo. L’arredo è arricchito da quadri e oggetti tradizionali coreani, che contribuiscono a far immergere l’ospite in un’atmosfera autentica. Le dimensioni ridotte del locale rendono i tavoli piuttosto ravvicinati, con una conseguente mancanza di privacy, ma al tempo stesso favoriscono un clima conviviale e informale. All’esterno è disponibile un piccolo dehors e qualche tavolino di fronte al locale.
Data la vocazione principale al take-away, risulta informale e rapido ma anche cortese e disponibile.
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