Gong è un ristorante che fonde con maestria la tradizione cinese (e orientale più in generale) con quella italiana, creando piatti equilibrati e dal sapore intenso, accompagnati da una presentazione estetica impeccabile. Una cucina raffinata ed elegante, che si distingue nel panorama gastronomico cittadino e merita assolutamente una visita. Il menù contempla tre percorsi degustazione – Classico, Tradizione ed Evoluzione -, rispettivamente a 140, 145 e 160 euro, oltre a un percorso completamente dedicato all’anatra alla pechinese – Assoluto di Peking Duck – proposto a 145 euro e solo su prenotazione. Per chi non ama un percorso definito c’è la possibilità di scegliere à la carte, con diversi dim sum in apertura, zuppe, piatti di carne e pesce, nonché verdure e dolci. Dopo un piacevole benvenuto a base di nuvole di gamberi, croccanti e non unte, bottone croccante con acciuga marinata e gel di yuzu e bacio di dama fatto con meringa alla barbabietola – abbiamo assaggiato il leggerissimo pane fatto in casa servito con burro alle alghe. Tra i dim Sun abbiamo scelto i ravioli con sfoglia al nero di seppia, cotti al vapore e ripieni di calamari, bambù e curry, su salsa al latte di cocco e lemongrass: delicati e persistenti al tempo stesso. Ottimo il riso Hainan, riso saltato con gamberi, calamaro, branzino e polpa di granchio, impreziosito da alga nori, edamame, verdure e ikura, questi ultimi a dare una piacevole nota sapida. Tra i piatti principali abbiamo optato per il Black Code, merluzzo carbonaro dell’Alaska marinato nel miso, servito con zeste di limone salato e salsa pil pil alle acciughe del Cantabrico, morbido nella consistenza e ricco di sapore. In chiusura, La Via della Seta si è rivelato un dessert fresco e ben bilanciato nelle sue componenti, con una panna cotta alla lavanda, sfere di compote di albicocche e aceto di riso, albicocche semicandite, meringa al bergamotto, crumble alla vaniglia e limone, namelaka al bergamotto, coulis di albicocca e finocchietto selvatico. A completare, una tuile di farfalle e un sorbetto all’albicocca.
Stile orientale elegante curato nei dettagli, con i tavoli ben distanziati e apparecchiati. Le grandi vetrate che affacciano sul piazzale regalano di giorno una bella luminosità all’insieme.
Cortese e preciso.
La lista del bere contiene una buona selezione di vini italiani e stranieri con ricarichi alti. In alternativa ci sono diversi tipi di sake e qualche tipologia di tè.
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