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Voto: 4.5 su 5

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OFFERTA

Nel corso della nostra ultima visita, nella prima riga della lavagna contenente l’indicazione scritta con gessetto dei caffè specialty disponibili campeggiava una frase che può ben sintetizzare l’anima e il grande punto di forza di questo locale: “The longest coffee list in Europe”. Ora, non sappiamo se questa “vanteria” sia un’iperbole o quantomeno si avvicini a verità, certamente sulla piazza romana nessun locale attualmente è in grado di offrire nello stesso momento una gamma di circa 20 caffè diversi di almeno 4 produttori perlopiù stranieri, che peraltro cambiano continuamente nel corso dell’anno, con un’intelligentissima e coraggiosa scelta di rotazione continua, che permette al cliente appassionato di avere una panoramica realmente molto ampia dello stato dell’arte della bevanda del “diavolo”. Nel corso delle nostre visite abbiamo innanzitutto provato l’espresso della casa, un ottimo blend Brasile/Colombia, equilibrato e dal gusto più vicino a quello italiano, meritoriamente proposto ad un prezzo molto competitivo. Tra gli specialty, un etiope di una torrefazione parigina, di bella acidità e con spiccati toni balsamici di frutta secca, mirtilli e vaniglia. Notevole anche un Ruanda di un’altra torrefazione parigina, veramente complesso e affascinante. Non da meno un peruviano di una torrefazione della Repubblica Ceca, dai toni piacevoli di cioccolato al latte e prugna. Con queste premesse non potevamo che aspettarci cappuccini e flat white realizzati a regola d’arte con la tecnica della latte art e contrassegnati da una bellissima e intensa nota di caffè. Ad accompagnare tanta bontà un comparto dolci forse non altezza di quello caffè. Meglio saltare i lieviti industriali per indirizzarsi verso uno dei dolci della casa: noi abbiamo provato una torta di mele con farina di mandorle e di nocciole nonché la “Kikkina”, una crostata con del caffè nella frolla e confettura di fragola, in ottimo equilibrio tra dolce e amaro, entrambi dolci volutamente “ruvidi” nella loro originalità, ma leggermente secchi.

AMBIENTE

In perfetto stile “Pigneto”, all’insegna dell’informalità, con arredi spartani e vissuti e un dehors esterno.

SERVIZIO

Anche questo assai informale e alla mano, ma pure assai preparato.

CHIUSURA
mai