Questo ristorante enoteca, situato poco distante da Piazza Statuto, è uno dei posti in città in cui trovare la vera cucina tradizionale piemontese, con diversi piatti (prevalentemente di terra) da gustare sia a pranzo che a cena. Il menù, oltre la scelta delle singole pietanze, dà la possibilità di usufruire di alcune formule convenienti a prezzo fisso: a pranzo, ad esempio, dal Lunedì al Venerdì, un primo, un secondo e un contorno costano solo 20 euro, mentre un secondo con contorno 14 euro. La sera la scelta è à la carte, ma c’è l’obbligo di prendere almeno due piatti salati. Siamo partiti bene e delicatamente con una ratatouille di verdure, a cui sono seguiti i rotoli di pasta ripieni di ricotta e fiori di zucchine con salsa di pomodoro e crema di basilico, un piatto armonico e soddisfacente, con la sfoglia ben tirata a contenere la farcia. Tra i secondi abbiamo optato per il brasato di fassone al Nebbiolo, dalle carni tenere e il fondo di cottura saporito. Delizioso anche il bunet, tipico dolce al cucchiaio piemontese, in cui il sentore della nocciola, dell’amaretto e del cioccolato erano ben bilanciati. Deludente il caffè, sovraestratto e dalle note bruciate, conseguenza di una tostatura eccessiva. Ultima segnalazione per il pane, davvero non all’altezza della proposta gastronomica.
Arredo caldo e accogliente, con le tante bottiglie di vino e distillati sparse un po’ ovunque (si possono, ovviamente, anche acquistare) e tavolini di diverse dimensioni disposti sia nella prima sala che in quella sottostante.
Informale e preciso.
La carta dei vini è un grande punto di forza di questo locale: diverse etichette di piccoli produttori attentamente selezionate dai titolari, con una suddivisione originale che prevede “gli ultimi vini inseriti”, “i vini speciali per noi” e poi, a seguire, gli altri; ricarichi equi. Validissima anche la scelta di amari e distillati.
Su richiesta è stata portata in tavola una bottiglia a norma di un olio EVO imbottigliato in provincia di Viterbo e realizzato con olive provenienti per lo più da Toscana e Umbria.
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