Enoteca tra le più belle e fornite della Capitale, Del Frate propone una convincente cucina di stampo classico non priva di spunti creativi. Ampia la scelta di antipasti, tra cui numerose tipologie di prosciutto, selezioni di salumi e formaggi, alcune tartare, mozzarella di bufala accompagnata anche da altri ingredienti, ma per la nostra prova abbiamo optato per piatti cucinati, come il buon polpo scottato e accompagnato da un fresco gazpacho, avocado e amaranto e la saporita pancia di maialino con chinotto, mais e verza. Tra i numerosi primi, tra cui tutti i classici della cucina romana, ne abbiamo scelti tre a base di pesce: linguine ai ricci di mare e pane al nero di seppia, dalle tipiche note decise, iodate e dolci, risotto alla marinara di ottima esecuzione e la fregola sarda con scorfano, friggitelli e yogurt, piatto gustoso ed equilibrato. Passando ai secondi e rimanendo sempre sul pesce, abbiamo gustato del buon baccalà alla mugnaia con radicchio tardivo, sedano rapa, alici e amaranto, anche questo giocato in modo azzeccato sull’equilibrio tra diversi sapori e consistenze. Digressione sulla carne, invece, nel riuscito petto d’anatra con foie gras, cipolle rosse e frutti rossi, più sbilanciato sui toni dolci e opulenti. In chiusura, divertente e rinfrescante il magnum al cioccolato, con interno al mango e salsa al caramello a dare maggiore dolcezza e intensità, nonché golosa la variazione di nocciola composta da un cremoso al gianduia, una cake alla nocciola, crumble, nocciole caramellate e gelato alla nocciola. Nota dolente per il caffè, dalle note amare e bruciate.
Un punto di forza del locale, a partire dalle vetrine eleganti. L’ingresso è dominato dal lungo bancone, mentre le salette sono arredate con bei mobili di legno scuro che mettono in risalto le suggestive scaffalature alle pareti ricolme di bottiglie di vino pregiato. Belli gli archi a mattoni. All’esterno è disponibile anche una pedana attrezzata.
Efficiente e alla mano.
Un altro punto di forza, circa 500 etichette selezionate con cura, perlopiù di vini conosciuti ma anche con qualche presenza più di nicchia, con ricarichi nella norma e una buona selezione alla mescita. Ampia la lista dei distillati, soprattutto whisky.
Su richiesta ci è stata portata in tavola una bottiglia priva di tappo antirabbocco di un olio EVO della provincia di Roma, realizzato da un produttore molto diffuso nel mondo della ristorazione laziale.
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