Daniel Canzian

Voto: 8 su 10

OFFERTA

Allievo del maestro Gualtiero Marchesi, Daniel Canzian, nel suo ristorante omonimo, propone una cucina che è capace di accomunare ricercatezza e accessibilità: i suoi piatti, infatti, sono eleganti e articolati, capaci di sodisfare tutti i palati. Oltre la scelta à la carte che consente di scegliere 2 portate a 70€, 2 portate + dolce a 80€ e 4 portate a 95€, ci sono anche diversi menù degustazione, come quello Iconico proposto a 130€ scelto da noi e quello veneto che va da 75 a 95€ a seconda del numero dei piatti selezionati. Infine, c’è anche quello dedicato al baccalà (70€ e solo il venerdì), il business lunch (un piatto unico a scelta con piccolo benvenuto, acqua, caffè, piccola pasticceria e coperto inclusi a 35€) e il menù “Giovani Forchette” a 50€ (5 piatti a mano libera dello chef) dedicato agli under 40. Si parte bene con i grissini speziati fatti in casa farciti con un ottimo baccalà mantecato e conditi con quattro speziature diverse: carbone vegetale, zafferano, curry e paprika ed erbe fini miste (principalmente prezzemolo). A seguire, capesante e mele cotogne alla Serenissima, in cui l’impiattamento (una base di sale che tiene salda la conchiglia) ha esaltato il mollusco e la mela cotogna, che erano accompagnati da alga wakame e da una tartare di corallo e capesante. Tra i primi piatti abbiamo assaggiato i gustosi tortelli ampezzani ripieni di barbabietola serviti con tre piccoli cubetti sempre di barbabietola, caviale Adamas, tubicini di erba cipollina e una salsa al Glera (vitigno alla base del Prosecco) e il piatto storico che ha siglato l’apertura di questo ristorante, ovvero il risotto al limone, sugo d’arrosto e liquirizia. Un equilibrio riuscito nel bilanciare uno scontro così pungente tra il limone e la liquirizia, con la dolcezza del sugo d’arrosto di vitello che andava a completare il tutto. Un piatto internazionale e solitamente di carne come il gulash, qui è stato rivisitato magnificamente in chiave contemporanea con il polpo, in cui il mollusco era accompagnato da dolcissime cipolle cotte al forno, sommacco e paprika. Ben fatto anche il maialino da latte caramellato servito con agretti, peperoni e una salsa speziata allo shichimi composta da 7 spezie: pepe Sichuan, peperoncino rosso, zenzero macinato, alga nori, sesamo bianco e nero tostati e buccia d’arancia. Un sorbetto al limone di Amalfi analcolico preparato con una composta di limone alla base, zest di arancia, pepe Sichuan, “frammenti” di meringa e foglie di basilico e menta, ha preparato il palato al dolce: una sfera di cioccolato omaggio ad Arnaldo Pomodoro ripiena di mousse al cioccolato e arricchita da un brodo di frutto della passione che dava il giusto tocco di acidità al piatto. Ben estratto il caffè finale.

AMBIENTE

Un arredo moderno curato nei minimi dettagli, con terrari ricchi di piante, luci calde e ritratti delle personalità che hanno fatto la storia della cucina mondiale, da Carême a Marchesi.

SERVIZIO

Impeccabile e disponibile a risolvere ogni dubbio del cliente e a valorizzare al meglio l’esperienza complessiva.

CANTINA

Una lista dei vini estremamente vasta e variegata, con un focus su etichette nazionali e francesi ma anche vini provenienti dal resto del mondo. Ricarichi alti.

OLIO

Con il pane viene servito dell’olio EVO laziale all’interno di un’ampolla di vetro, pertanto in modalità non a norma.

CHIUSURA
Domenica e Lunedi