Benché possa godere di una clientela di quartiere fidelizzata, la fama di questa trattoria di Monteverde si è diffusa ben al dì là dei confini della Città Eterna, e si suggerisce pertanto di prenotare con un certo anticipo, specialmente nel fine settimana della stagione più affollata di turisti italiani e stranieri. Notorietà meritata perché, anno dopo anno, la proposta si è via via consolidata, allargandosi peraltro con la seconda sede aperta rilevando una storica insegna di Via del Pellegrino, a cui si aggiunge un laboratorio che vende alcune specialità del locale, mentre meritoria è la scelta di produrre il pane in proprio, con il supporto di un noto panificatore fondatore di uno dei migliori forni d’Italia, utilizzando le farine di un mulino di eccellenza, con risultati veramente rimarchevoli. Sempre convincenti poi i piatti della tradizione romanesca, a partire da antipasti semplici ma gustosi, come il classico supplì o la bruschetta con pomodoro e basilico. Tra i primi, notevoli i tonnarelli cacio e pepe letteralmente immersi in un abbondante e saporito condimento, ma soddisfano anche i succulenti ravioli di ricotta e spinaci con condimento all’amatriciana. Abbiamo poi optato per due minestre del giorno di pesce, quella di broccoli e arzilla e quella di ceci e baccalà, entrambe di ottima esecuzione. Passando ai secondi, si conferma una delle migliori della città la trippa alla romana, ma impeccabile è anche l’abbacchio a scottadito con contorno di insalatina e patate fritte. Pescando tra i non molti piatti di pesce, eccellente l’intensa interpretazione del baccalà alla romana con pomodoro, cipolla, uvetta e pinoli, ma piacevolissime sono anche le più immediate mazzancolle scottate in padella con pomodoro fresco, mentre sorprendente nella sua semplicità la delicatissima spigola bollita con contorno di insalata e pomodori. I contorni sono ottimi e, oltre a quelli che accompagnavano i secondi, abbiamo apprezzato anche l’ottimo carciofo alla romana e la freschissima insalata mista. Semplici e golosi i dessert, come il gelato al cioccolato, il sorbetto al limone, e “i cesarini”, degustazione di mini porzioni: tiramisù, crema catalana, panna cotta, crostata all’albicocca e alle visciole, croccantino di arachidi. Disponibili anche le pizze. In chiusura un espresso non molto aromatico, ma gagliardo come da tradizione romana.
Il locale storico si trova in un anonimo condominio a due passi dal capolinea del tram 8, con arredi spartani ma accoglienti e uno spazio esterno che permette di mangiare all’aperto nella bella stagione. Più raccolta e curata la sede del centro storico, dominata dal verde e marrone chiaro, con degli eleganti pavimenti vintage, belle sedute e divanetti.
Professionale, cortese e alla mano ma a causa del notevole afflusso può diventare a volte lento e impreciso.
Certamente non da trattoria, ricca di etichette di valore, costruita con un’evidente cura e attenzione a realtà anche di nicchia dal favorevole rapporto qualità/prezzo, e una particolare attenzione all’estero, soprattutto Francia. Disponibile pure la mescita.
Al prezzo di 2 euro è disponibile la degustazione di due varietà di olio EVO, entrambe ottime: un monovarietale pugliese di Coratina, e un blend umbro di Frantoio, Leccino, Moraiolo e la rara cultivar San Felice.
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