Crunch! si inserisce con personalità sulla nuova scena della pizza romana, che oggi più che mai gioca su varietà, sperimentazione e ritorno alla croccantezza. Il menù si articola su tre livelli – Easy, Medium e Hard – per un totale di una ventina di pizze, con diverse proposte vegetariane. L’impasto è leggero, piacevolmente saporito e dalla croccantezza ben bilanciata, capace di reggere condimenti anche generosi. La margherita sorprende per l’ottima mozzarella e la salsa di San Marzano ricca e ben dosata, davvero riuscita la Pepperoma, con ventricina, fior di latte, ketchup al peperone fatto in casa, menta e pecorino di Castel Gandolfo: originale e golosa. Più pesante e meno convincente, invece, la Gricia con fiori di zucca, penalizzata da un condimento poco brillante. Tra i fritti, il classico supplì è una certezza: croccante, asciutto, ben condito. Ma è nella parte creativa che Crunch! osa: il Pad Thai in versione supplì, con noodles, carote, zucchine romanesche, cavolfiore, pollo ruspante, coriandolo, curcuma e una sorprendente mayo al lime, dragoncello e tamarindo, è curioso e ben riuscito. Il Vegan Crock, con cavoli in varie forme e mayo vegan all’arancia, è sfizioso e leggero. Meno convincente il dolce provato: il Cruncy, una mousse all’arachide con caramello salato e copertura croccante, era pesante e dal sapore poco definito.
Locale dallo stile “giovane” con un’identità visiva ben definita: gli immancabili simpatici neon colorati, un bancone centrale che strizza l’occhio al mondo del cocktail bar e un grande spazio esterno che valorizza la sua doppia anima di pizzeria di quartiere e meta per chi vuole provare qualcosa di nuovo.
Informale ma abbastanza attento ai dettagli. Il personale è presente senza essere invadente, disponibile a spiegare le voci del menù e pronto a consigliare, soprattutto nella parte drink. Tempi di attesa ben gestiti.
La proposta del bere è trasversale e ben studiata: si può scegliere tra una carta di cocktail che accompagna con disinvoltura anche l’offerta gastronomica e birre artigianali in lattina o alla spina selezionate con criterio. La lista dei vini, snella ma coerente, comprende una decina di etichette italiane, con prezzi dai ricarichi medio alti.
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