CouCou

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OFFERTA

Nato da meno di un anno dalla passione di un bartender, una sommelier e uno chef, tutti con esperienze già di rilievo nel panorama torinese, CouCou vuole fare un grande omaggio alla Francia, non ricadendo nella banalità del classico bistrot, ma adeguandosi ai tempi moderni e alla personalità dei tre soci che l’hanno ideato. La carta dei vini è completamente francese, orientata su piccoli produttori, etichette non convenzionali, metodi ancestrali e vini naturali, tra i quali è bene destreggiarsi grazie alle indicazioni della competente sommelier; nei cocktail si gioca con liquori e distillati di provenienza francese, come la crème de Cassis e l’Armagnac, ma rivisitati, lasciando spazio anche a kombucha e aceti di frutta. I piatti del menù sono un chiaro e netto richiamo alle ricette d’Oltralpe, riviste in modo giocoso dagli occhi dello chef. Per la nostra cena abbiamo iniziato con quattro piccole proposte della cucina, che qui vengono chiamate “petit plats”: il pollo alla Marengo, la ricetta alessandrina che la leggenda fa risalire alla discesa di Napoleone in Italia, trasformata in una crocchetta che si è rivelata una vera esplosione di sapore, accompagnata da maionese alle teste di gambero; poi la soupe d’oignons, una rivisitazione in cui la zuppa di cipolla diventa la guarnizione di un crostino con cipolla bruciata al cannello e parmigiano; la tartiflette, anch’essa in una nuova veste, è una crocchetta di patate con cipolle stufate, reblochon e pancetta affumicata; infine il raviolo di barbabietola con farcia di tomino, dalla bella freschezza grazie al limone fermentato, alla citronette e all’aneto. Tutti i piattini erano ben eseguiti, con sapori intensi ma equilibrati. Tra i piatti principali abbiamo assaggiato la loro versione di bouillabaisse: una pasta rotta in salsa di pesce, polvere di capperi e crème fraîche con tartare di gambero, cuore di merluzzo e cozze di Bouchot, un piatto ben riuscito con una componente acida interessante che lo ha reso molto godibile. Sfiziosi anche il pomodoro alla brace con polvere di capperi, olive e mandorle tostate, con alla base una salsa salmorejo e un olio al prezzemolo, e la mezza porzione di maquereau niçoise, un’insalata mista che ricorda quella nizzarda, qui realizzata con un filetto di sgombro marinato, bottarga di tuorlo, salsa d’acciuga, peperone in agrodolce, olive e fagiolini. Goloso il bignè craqueline con mousse al cioccolato e coulis di fragole.

AMBIENTE

Lo spazio è piccolo, composto da due salette: nella prima il barman si destreggia nella preparazione dei cocktail al bancone, nella seconda c’è la cucina con il pass a vista da cui si intravede il fermento ai fornelli. L’arredo è semplice e curato con i dettagli a fare la differenza, come il mini skateboard per appoggiare le posate, uno degli elementi di mise en place più simpatici e originali che abbiamo visto negli ultimi anni. Con la bella stagione i coperti aumentano grazie ai tavoli esterni disposti lungo il marciapiede.

SERVIZIO

Lo staff è preparato, accogliente, simpatico e sorridente. La carta dei vini viene decantata a voce, ma è possibile recarsi a scaffale per consultare le bottiglie esposte e avere più libertà di approfondimento.

CHIUSURA
Domenica e Lunedì; apre solo la sera