Anche quest’anno Confine si conferma un ottimo indirizzo milanese dove andare a mangiare una pizza degna di questo nome. Materie prime selezionate accuratamente e un impasto ben lavorato sono alla base del successo di questa pizzeria, che nel suo menù propone sia la degustazione di più spicchi di pizza (4, 5, 6 assaggi rispettivamente a 40, 45 e 50 euro) che la pizza intera (scelta che va fatta al momento della prenotazione). Optando per la degustazione, che forse è il modo migliore per conoscere gli stili di Confine, abbiamo iniziato con l’antipasto chiamato “miseria e nobiltà”, in cui la frittatina di pasta (bucatini cacio e pepe) è sormontata da una tartare di tonno, caviale e crema di capperi, dalla frittura leggera e i sapori ben bilanciati. Sempre ottimo lo spicchio di margherita (chiamata “semplice non vuol dire facile”), con l’impasto che viene prima fritto e poi passato in forno, un pomodoro dolcissimo e la mozzarella di bufala a crudo. Lo spicchio successivo è stato quello della “pizza alla Capece”, che gioca simpaticamente sia con il nome del pizzaiolo, Francesco Capece, che con la scapece, tipico condimento a base di olio, sale e aceto in cui di solito vengono fatte marinare le zucchine. Ebbene, anche questo assaggio si è rivelato eccellente, con un ottimo equilibrio tra zucchine, fiori di zucca, mozzarella e gocce di balsamico. L’ultimo spicchio si chiama “umaminara”, dove l’umami incontra la marinara: l’impasto è cotto prima al vapore e poi terminato nel padellino cotto nel forno elettrico , infine condito con salsa di pomodoro, crema di acciughe, briciole di olive caiazzane, capperi, origano e colatura di alici, per un gusto intenso e persistente. Chi vuole terminare con un dolce, può farlo scegliendo tra quelli elencati a voce dal personale e aggiungendo 5 euro al costo del percorso degustazione.
Arredo curato ed elegante per un locale che non assomiglia alle classiche pizzerie. All’ingresso, il primo impatto lo si ha con la cucina e i forni in cui cuociono le pizze, poi, sia a destra che a sinistra si aprono le sale in cui mangiare.
Dinamico, preciso e simpatico.
La lista delle bevande, consultabile su tablet, è composta soprattutto da un’accurata selezione di vini, anche naturali, e di birre artigianali; inoltre, c’è la possibilità di interessanti abbinamenti con formule che vanno dai 40 ai 100€. Rincari medio-alti.
Plauso per l’attenzione rivolta all’olio EVO, che viene messo a crudo sulle pizze scegliendo tra diverse tipologie.
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