Chinappi

Voto: 7.5 su 10

OFFERTA

Si conferma un approdo sicuro per coloro che vogliono mangiare una cucina di mare a Roma, preparata con ricette semplici che esaltano la qualità dell’ottima materia prima, anche se qualche piccola incertezza ci induce ad un lieve ridimensionamento di voto. Stiamo parlando di Chinappi, insegna con una lunga tradizione alle spalle, quasi ventennale a Roma ma ben più antica nella sede originaria di Formia (dal 1957) da un paio di anni attiva solamente per la stagione estiva. La proposta è raccontata in un menù snello chiuso dalla carta della stagionalità del pesce e prevede pure dei percorsi degustazione che vanno da 59 a 109 euro. Accolti da un ottimo pane realizzato in casa con 7 cereali accompagnato da olio EVO, abbiamo dato il via al nostro percorso con un eccellente carpaccio di ricciola con pomodorini e basilico seguito da dei freschissimi gamberi gobbetti con scorza di limone e menta. Più “ordinario” il calamaro alla griglia con peperoni ripassati, ben cotto ma non pulito a dovere (erano presenti delle interiora), mentre davvero ottima la ricciola scaloppata al vino bianco servita con medaglioni di patate e con del rosmarino a dare quel quid in più. È stata poi la volta della pasta, da sempre qui da Chinappi servita al termine del percorso salato, nel nostro caso dei tonnarelli con ragù di cernia e basilico, leggermente sciapi e con quest’ultimo ingrediente dosato con mano allegra ad egemonizzare il piatto. Un rinfrescante raviolo di ananas farcito con sorbetto al limone e batida de coco ha introdotto il dolce, un goloso e appagante tiramisù seguito da un buon espresso correttamente estratto.

AMBIENTE

Posto nei pressi di Piazza Fiume, il ristorante è giocato in un’unica sala elegantemente arredata, con pareti bianche, stucchi al soffitto e il bel lampadario rosso di cristallo a contrasto, con lo specchio sulla parete di fondo a garantire profondità. Curata la mise en place dei bei tavoli dal piano in marmo lasciato nudo.

SERVIZIO

Cortese e giusto nei tempi, pecca di imprecisione nella descrizione dei vini in mescita elencati per vitigno senza indicazione dei produttori.

CANTINA

Dominata dagli Champagne, vecchia passione del patron Stefano, è composta da nomi noti. Novità di quest’anno la presenza di bianchi ottenuti da vitigni a bacca rossa. Meritevole la presenza di diverse mezze bottiglie, meno la politica dei ricarichi, decisamente eccessivi.

OLIO

Insieme al pane è stato portato in tavola in un contenitore di alluminio senza etichetta, quindi in modalità non a norma, un olio EVO monovarietale Itrana che all’assaggio ci ha convinto.

CHIUSURA
Lunedì; Sabato a pranzo