Tra le migliori pasticcerie sulla piazza di Roma, Casa Manfredi si contraddistingue per un’impostazione contemporanea che si estende anche ai lievitati, sicuramente un grande punto di forza della proposta e con ben pochi rivali in città. Numerose le tipologie disponibili, a partire dalle più tradizionali, tutte di ottima fattura, come il cornetto italiano, il croissant francese, anche farciti con crema o confettura, il pain au chocolat farcito con una vera e propria stecca golosa, la girella al cioccolato, il croissant alla mandorla, l’eccellente pain suisse, o il maritozzo con la panna (tra i migliori mai mangiati). Andando su varianti più complesse, sono disponibili a rotazione e in base all’estro del momento numerosissimi “special one”, a dire il vero non tutti pienamente convincenti. Abbiamo ad esempio apprezzato la veneziana con composta di lamponi, crema al pistacchio e frutti di bosco, il pain suisse con farcitura di cioccolato, bagna al rum e albicocca, il fagottino con mela e crema, il rotolo alla zuppa inglese, mentre ci sono sembrati meno equilibrati e troppo dolci il cestino con impasto al cioccolato, crema al lime e fragola e quello con impasto al cacao e cremoso alla nocciola. Valido il comparto caffè, basato sulla selezione 1895 di Lavazza, a partire dal blend base di arabica e robusta, dagli aromi di cioccolato, con note di cannella e marmellata d’arancia, fino al monorigine arabica colombiano dagli aromi di frutta dolce. Molto buono il cappuccino preparato con il blend, ottimo il flat white a base di un altro monorigine colombiano, intenso quanto piacevole, con cremosità accentuata e incisiva nota di caffè. Niente male anche il caffè filtro preparato con l’elegante chemex e il batch brew con la moccamaster.
La sede storica non è molto grande e si presenta come un bar/pasticceria tradizionale con lo spazio interamente dominato dal grande bancone e la possibilità di accomodarsi all’esterno. La sede più recente, quella da noi visitata e dove è stata portata la produzione, è invece priva di dehors ma di gran lunga più grande, con arredi moderni dominati dal grigio delle pareti e dall’acciaio del bancone e con dei tavoli dove sedersi. L’amplissimo laboratorio a vista, confinante con l’area del bancone, è certamente un’immagine che non ha termini di paragone nella Capitale.
Cortese, non sempre veloce.