Da quest’anno, per la pizzeria in questione, abbiamo deciso di recensire separatamente le due sedi presenti a Roma, in quanto gli stili sono completamente diversi, così come si evince dall’aggettivo aggiunto al brand. Il menù del locale di Ponte Testaccio, infatti, pone uno sguardo moderno che parte dalla tradizione della lievitazione campana per innovarsi con farine selezionate, ingredienti di qualità e una proposta di pizze creative. All’assaggio l’impasto risulta di piena soddisfazione, con una lievitazione corretta che crea un cornicione alto, croccante e fragrante per una ottima digeribilità. Alcuni gusti inevitabilmente classici, vengono affiancati da proposte basate su commistioni golose tra ingredienti o vere e proprie preparazioni da ristorante, a nostro avviso anche troppo ricche tanto da risultare pesanti in alcuni casi. Oltre i fritti, abbastanza classici, sono presenti i cosiddetti spicchi, tranci di pizza con top stagionali che possono essere un goloso antipasto ma anche un vero e proprio pasto prendendone un paio. Nel corso delle nostre visite abbiamo gustato lo spicchio con la caponata, una base fragrante con la ricetta siciliana realizzata a regola d’arte, saporita ed equilibrata. Tra i fritti, caratterizzati da una panatura sottile e non troppo croccante ma dalla frittura asciutta, ci hanno soddisfatto sia il supplì classico con pomodoro, basilico, parmigiano e un filante fior di latte, che la crocchetta di patate con un’avvolgente scamorza affumicata e prosciutto cotto. Passando alle pizze, ci ha convinto pienamente la margherita Brucio con salsa di pomodoro datterino, stracciatella di bufala e coulis di basilico; ben calibrata nella presenza di verdure l’Ortolana Anni ’90, una gustosa e saporita variante con melanzane, fior di latte, olive taggiasche, scarola, papaccelle, basilico e pomodoro datterino arrosto. Tra le proposte più creative, invece, abbiamo trovato decisamente pesante la Genovese, con cipolla rossa, salsiccia di maiale di Sorano, noce di manzo Marango, costine di maiale nazionale, aglianico, provolone del monaco e poca cipolla caramellata che, in quantità più generosa, avrebbe dato maggiore freschezza al piatto.
Una grande sala moderna e colorata da simpatici quadri alle pareti, con ampie vetrate e diversi coperti a cui si aggiungono quelli esterni in un comodo dehors.
Staff veloce e puntuale nelle richieste e dai tempi corretti in cucina.
La carta delle bevande propone diverse alternative: dalla birra alla spina o in bottiglia ad alcune bottiglie di vino bianco e rosso, fino ad alcuni cocktail e distillati, ma tutto senza guizzi di originalità.
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