Situata su Corso Francia, a un centinaio di metri dalla clinica Paideia, questa insegna vocata ad una ristorazione per lo più tradizionale, sia di carne che di pesce, si conferma un solido approdo per coloro che vogliono mangiare bene in un contesto curato, senza badare troppo al conto. I prezzi, infatti, sono tarati verso l’alto e trovano solo in parte giustificazione nella qualità della proposta, che in ogni caso è buona. Scannerizzando un QR code posto su un blocchetto di legno, si accede ad una carta molto ampia e ben organizzata dalla quale abbiamo scelto una frittura di moscardini ben eseguita (croccanti e asciutti) adagiata su patate fritte a sfoglia di cui non se ne sentiva il bisogno, e una catalana di gamberi proposta con olive taggiasche e burrata che abbiamo apprezzato per l’ottima lavorazione della cipolla rossa e per il dosaggio corretto della burrata a conferire un bel contrasto alla giusta nota acescente del piatto, peraltro ricco di crostacei sgusciati. Molto buona, per proseguire, la minestra di fregola con frutti di mare, “brodosa” e lievemente piccante: sarebbe stata perfetta con un pizzico di sale in più che abbiamo dovuto aggiungere al tavolo insieme ad un giro di olio EVO. Meno riusciti, invece, i tortellini con Gorgonzola, cacio e pepe serviti con carciofi croccanti (questi ultimi buoni) in quanto la fonduta del celebre formaggio copriva gli altri sapori rendendo il piatto monocorde e alla lunga stancante. Si ritorna su buoni livelli con l’orata alla Vernaccia con olive e patate, dalle carni cotte alla perfezione e con il vino ben sfumato, con l’unico appunto al fatto che il prezzo, come per diverse altre preparazioni vendute all’etto, lo si scopre solo nel conto: una pesata con relativo scontrino di cortesia per avere il via libera del cliente potrebbe essere pratica gradita. Chiusura affidata ad una golosa tarte Tatin con gelato alla crema seguita da un caffè ben estratto, migliorato rispetto allo scorso anno.
All’insegna dell’eleganza che non risulta tuttavia pesante, vanta un buon numero di coperti che aumentano notevolmente grazie al dehors, in parte protetto, che gira a L intorno al locale. Curata la mise en place.
Cortese e disponibile, risulta preciso e giusto nei tempi.
Qui si può migliorare dando una svecchiata ai nomi arcinoti presenti in carta (consultabile tramite il QR code posto sull’altra faccia del blocchetto di legno prima descritto) che immaginiamo rassicurino una clientela fidelizzata e in buona parte âgé. L’offerta alla mescita si limita a una sola etichetta, mentre sono disponibili alcune mezze bottiglie, in parte terminate come avvenuto lo scorso anno. In negativo segnaliamo pure i ricarichi non lievi e l’assenza di indicazione dell’annata.
Su richiesta è stata portata in tavola una bottiglia a norma di un olio EVO della Sabina.