Questo brand – nato da un’idea dello chef Ciro Salvo – punta su un impasto nello stile napoletano, cioè con la base sottile e il cosiddetto “cornicione”, che purtroppo, una volta raffreddatosi, tende a diventare gommoso. L’esperienza di quest’anno è iniziata positivamente con una croccante, asciutta e gustosa crocchetta di patate e con un godurioso fiore di zucca farcito con un abbondante ripieno di delicata ricotta di bufala e provola, pepato al punto giusto con pepe nero Tellicherry. Tra le pizze, che presentavano il problema sopra menzionato, abbiamo assaggiato la margherita classica, delicata ed equilibrata nel condimento a base di pomodoro San Marzano DOP, fiordilatte e una spruzzata abbondante di Parmigiano Reggiano DOP stagionato 24 mesi che ha conferito una nota sapida alla pizza, insieme al fresco aroma del basilico sparso in foglie. Meno entusiasmante si è rivelata la pizza con melanzane e provola, dal gusto poco deciso e scarsamente saporita, salvata “in corner” dai pomodorini datterini al forno che hanno dato una nota di colore e di sapidità al condimento nel suo complesso. Oltre alle classiche pizze tonde, ci sono anche quelle fritte, dalla generosa porzione, sia nella versione rossa che bianca con burrata e acciughe. Encomiabile, peraltro, è la scelta di utilizzare un olio diverso a fine cottura a seconda della pizza sfornata. Il menù, infine, presenta pochi dolci fatti in casa, come il classico tiramisù e l’intramontabile cheesecake, mentre altri dessert sono forniti da pasticcerie esterne, come la buona delizia al limone da noi ordinata.
Il locale si articola su due livelli, di cui uno interrato, con arredi moderni simili in tutte le altre pizzerie del brand. Nella sede romana, la sala a livello strada è dominata da un grande bancone posto di fronte all’ingresso, dietro il quale è possibile vedere i pizzaioli al lavoro.
Cortese anche se molto sbrigativo, forse per la necessità di far ruotare i tavoli data la forte affluenza. È consigliabile la prenotazione che è accettata solo nei primi giorni della settimana, mentre nei festivi e nel fine settimana non è consentita.
La lista delle bevande comprende una moderata selezione di vini prevalentemente di aziende campane e del Lazio, accanto a birre artigianali, sia italiane che tedesche, belghe e della Repubblica Ceca.
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