Sestogusto è un punto di riferimento in città per la pizza, un polo dove convergono tutti gli appassionati di lievitati per assaggiare i famosi impasti di Massimiliano Prete. È possibile scegliere pizze con quattro tipologie diverse di impasto, ognuna pensata per offrire una diversa esperienza di gusto, consistenza e leggerezza, frutto di una lunga ricerca su farine evolutive, lievitazioni e tecniche innovative. Per avere una panoramica delle diverse proposte, abbiamo scelto il menù degustazione con 5 suggestioni dello chef. Si parte con un piccolo quadrotto di pane accompagnato da olio EVO multivarietale pugliese (un blend di Olivastro, Cima di Mola, Leccino, Coratina, Cima di Melfi, Picholine, Siona e Nociara), per poi procedere con la Margherita Extravergine, l’impasto più iconico della ricerca di Prete, con farine di grano evolutivo e con un topping di pomodorini del Vesuvio, ricotta di capra piemontese, pesto di basilico e pistacchio, una reinterpretazione contemporanea di un grande classico, molto gradevole nella texture e nei sapori. L’assaggio successivo è l’impasto “Fa Croc”, reinterpretazione della focaccia romana scrocchiarella, steso molto fine e cotto a bassa idratazione per ottenere una base croccante e leggera, farcito con melanzana marinata, pomodorini del Vesuvio, formaggio Gran Kinara e basilico. Il condimento era gustoso e bilanciato, ma la base decisamente troppo croccante, quasi secca. Nel “Pizz’Otto” abbiamo riscontrato analoghi problemi, con un impasto ben lontano da quello promesso in termini di sofficità e ariosità che nel menù viene descritto come una “nuvola”; buono il topping con crudo di Parma 24 mesi DOP Riserva, caprino fresco e granella di nocciole Piemonte IGP. Fuori dal menù degustazione abbiamo provato una pizza vegetariana dall’impasto classico, dall’evocativo nome “I gusti dell’orto”, che si rinnova di stagione in stagione. Al momento della nostra visita prevedeva una crema di melanzana, zucchine, carote, pomodori confit, capperi di Pantelleria, formaggio Gran Kinara ed emulsione al basilico. L’aggiunta delle chips di sedano rapa ci è risultata poco comprensibile, dato che l’umidità e il calore della farcitura sottostante le hanno completamente private della croccantezza, rendendole un accessorio superfluo. La farcitura nel complesso è risultata gradevole, ma il cornicione non era del tutto ben sviluppato e presentava punti di cedimento. Profumato e soffice il grande lievitato servito con gelato alla crema, croccante al cacao e coulis di frutti rossi.
Il locale è ampio e luminoso, con un’impronta moderna e fornito anche di uno spazio esterno.
Il personale è risultato poco preparato a rispondere a domande sugli ingredienti e poco incline a colmare le lacune, magari informandosi in cucina.
La carta delle bevande è composta da birre artigianali selezionate e una proposta limitata di vini, disponibili anche al calice; con il menù degustazione viene proposta la birra di focaccia, ottenuta dal recupero del surplus delle focacce prodotte dal locale stesso.
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