Azotea

Voto: 7.5 su 10

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Pecora Green
OFFERTA

Calo di voto per questo locale in cui il Perù e il Giappone, paesi notoriamente lontani, si incontrano dar spunto a una cucina nikkei. In cucina, lo chef Alexander Robles, originario di Cuzco, ci accompagna fra i suoi ricordi e la storia della sua terra con piatti che, purtroppo, non sempre convincono, disponibili sia in un menù degustazione di sei portate proposto a 70 euro che à la carte. Il calo di voto di quest’anno riflette la qualità dei piatti e l’andamento altalenante che abbiamo riscontrato in molti di essi. Ci siamo così tuffati nel menù “Cicatriz” (che ci dicono sia ispirato all’assalto all’ambasciata giapponese a Lima del 1996) con una proposta veg di asparagi, fave, miso, tofu, polvere di carote e aji amarillo, per un piatto delicato, con lunghi fili di erba cipollina a simulare bacchette giapponesi, estetici ma poco funzionali. A seguire, un gambero di alta qualità sovrastato, però, da una crema al mango e yuzu molto intensa, e una versione bizzarra della “causa” peruviana, con la patata a forma di rana adagiata su una crema di spinaci. La quarta portata era un assaggio di palamita affumicata con crema di yuzu, avocado, yucca, achiote e coriandolo, equilibrata nel suo insieme, mentre la quinta uscita, una fettina di galletto, era immersa in una crema molto morbida di mais, insieme a due vongole complete di guscio, un uovo poché, agretti e arachidi, per un piatto con troppi ingredienti che comunicavano poco e male tra loro, sia per sapori sia per consistenze. Il percorso si è concluso con il piatto a nostro avviso più riuscito della serata: della carne di maiale dalla crosticina croccante con emulsione di ricci di mare e cavolo viola, elementi ben trattati e ben combinati. Interessante il sips pairing con cocktail di misura ridotta che hanno accompagnato le portate completandole o contrastandole in un lavoro efficace.

AMBIENTE

Tre le sale presenti: una più raccolta e sofisticata con un grande specchio, un’altra di colore verde più scenografica e la terza con belle luci sul bancone.

SERVIZIO

Cortese ma disorganizzato, come nel nostro caso in cui la richiesta di conferma dell’ordinazione del menù degustazione (da indicare già in fase di prenotazione) e della scelta dell’acqua è stata fatta da più persone a inizio cena. Inoltre, il menù ci è stato raccontato con poca convinzione, notando che nel percorso degustazione alcuni allergeni non erano menzionati, mentre nella medesima descrizione dei piatti à la carte erano segnalati.

CANTINA

I cocktail sono il punto forte del locale ma è disponibile anche una discreta scelta di vini.

CHIUSURA
Domenica; aperto solola sera