Se volete assaggiare la cucina tipica piemontese, realizzata a regola d’arte e con qualche spunto creativo, allora dovete fare un salto in questo locale. Il menù, consultabile tramite QR code oppure su tablet fornito dal personale, propone un percorso degustazione di 4 piatti a scelta tra quelli à la carte al prezzo di 39 euro, oppure la singola scelta delle portate. Dopo un piccolo benvenuto da parte della cucina a base di bignola con formaggio di capra e quadratino di torta verde di riso, spinaci e formaggio, arrivano in tavola i nostri antipasti: tartrà con bagna cauda leggera, ovvero un morbido budino alle erbe servito con una salsa delicata e una piccola cialda di parmigiano, e l’insalata di coniglio con giardiniera in agrodolce, solo leggermente asciutta. Tra i primi piatti, golosi i tajarin 35 tuorli con sugo di salsiccia, dalla porzione generosa di condimento in cui si percepiva un lieve sentore di cannella nel retrogusto finale, e ottimi sia gli agnolotti del plin ai tre arrosti, dal “morso” consistente e ben conditi, che i ravioli di formaggio di capra di langa, asparagi di Santena e fragole. A seguire, una golosa cipolla ripiena di salsiccia e formaggio Bra duro su riduzione di vino rosso, con la dolcezza dell’ortaggio che bilanciava la sapidità della farcia. In chiusura due dolci, entrambi deliziosi: il millefoglie di bicerin, realizzato con sottili sfoglie di cioccolato e con una mousse al mascarpone e caffè, e la cheesecake di Seirass e ciliegie. Sottoestratto e alquanto diluito al palato il caffè finale.
Il locale è ampio, spazioso e giocato su due livelli, di cui quello al piano interrato visibile da sopra grazie al pavimento trasparente. Tovaglie bianche, bicchieri per l’acqua colorati e la corretta mise en place, completano il tutto.
Rispetto allo scorso anno abbiamo notato un miglioramento su questo fronte: il personale si è mostrato più attento e preciso.
La lista dei vini è esclusivamente regionale, con diverse etichette di produttori ben selezionati dai ricarichi corretti. Valide anche le proposte alla mescita e le due alternative di birra alla spina, anch’esse piemontesi.
Su richiesta ci è stata servita una bottiglia con tappo a norma di olio EVO toscano di olive nere, blend di varietà del territorio non specificate.
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