Trattoria Amicizia

Voto: 7.5 su 10

OFFERTA

Situata nella zona Nord di Torino, questa trattoria si discosta dai canoni della pura tradizione, andando più verso il concetto di bistrot. Il locale quest’anno compie 10 anni, ma lo chef è giovane e dai suoi piatti traspare un’idea di ristorazione contemporanea, pur dalla solida matrice piemontese. Per la prova di quest’anno abbiamo scelto il menù degustazione “Tavola imbandita”, pensato per la condivisione e per riportare all’idea di convivialità che è alla base del nome stesso del locale. L’inizio, che rispecchia la loro idea di antipasto, è molto divertente: dopo un raviolo fritto di fonduta, servito come gradevole benvenuto, la tavola si è riempita di piccole portate, come stick di focaccia croccante con acciughe del Cantabrico, gel di cipolline e un saporito bagnetto verde, un mini bun di salsiccia di Bra (penalizzato solo dalla temperatura molto fredda della carne) con chips di patate dolci, una piccola cocotte di pappa al pomodoro, degli sfiziosi (finti) ravioli di barbabietola con salsa di tomino e nocciole e, infine, un assaggio di vitello tonnato con la salsa alla vecchia maniera. Abbiamo proseguito con il risotto Acquerello con cime di rapa, parmigiano 36 mesi e mandorle tostate, molto cremoso e dal chicco lasciato al dente, con la nota acida della citronette e l’altra amara data dalla polvere di zucca bruciata che hanno reso il piatto davvero pregevole. Molto buona la “turineisa”, una cotoletta di manzo impanata nei grissini e fritta nel burro chiarificato, che viene servita su una piccola griglia con sotto erbe aromatiche e legno di botti di whisky, che donano alla carne e al tarassaco, servito come contorno, una leggera nota affumicata molto originale. Pregevoli anche i contorni: delle puntarelle fresche e gustose, delle semplici patate al forno e una finta insalata russa con un ketchup di carote, verdure acidulate, salsa bernese alla senape e olio all’alloro, con un ottimo punto di acidità utile a bilanciare la grassezza del metodo di cottura della carne, ma dalla salsa leggermente coprente. Abbiamo concluso il lauto pasto con un cabaret di dolci, una piccola selezione di pasticceria secca che spazia dal lingottino di frangipane alla nocciola al salame di cioccolato e arancia, accostato a due dolci ben eseguiti: un bunet monferrino, quindi senza cacao, ma con amaretto e crumble di nocciola e un’ottima panna cotta, dalla consistenza perfetta, con chiodi di garofano, cannella, crema di caco fermentato, dulce de leche e gocce di aceto di Barolo, seguiti da un caffè estratto correttamente.

AMBIENTE

Anche se le stoviglie e gli impiattamenti sono curati, l’arredo del locale risulta molto semplice e richiama l’ambiente di un’osteria con qualche apprezzabile dettaglio di arredamento home made.

SERVIZIO

Sorridente, disponibile, attento a far sentire a proprio agio il cliente, sicuramente da evidenziare come un plus del locale.

CANTINA

Troviamo una lista contenuta, dedicata quasi esclusivamente al territorio piemontese, ma con etichette di piccoli produttori selezionati con cura. I ricarichi risultano corretti.

OLIO

Su richiesta, ci è stato servito un olio EVO ligure, blend di varietà del territorio, versato direttamente al tavolo in una ciotolina dalla bottiglia a norma.

CHIUSURA
Domenica sera, Lunedì e a pranzo dal Martedì al Venerdì