Cucina vegana creativa e di buon livello quella di Soul kitchen, che offre diverse possibilità di sperimentare le preparazioni nei due percorsi degustazione piuttosto articolati, proposti a 70€ e 95€, accanto alla scelta à la carte che prevede 2 corse a 50€ e 3 corse a 70€, attingendo dai due menù. Dopo il particolare benvenuto da parte della cucina – dei germogli di daikon sotto forma di una piccola piantina in miniatura con tanto di base gommosa in cui affondano le radici, accompagnati da una maionese al kimchi, solo un tantino difficile da deglutire -, abbiamo assaggiato dei plin di verdure ben chiusi, callosi e piacevolmente sapidi, con un fondo ai funghi e abbondante dose di tartufo, e un risotto perfettamente mantecato con zafferano, polvere di verza e fave di cacao a regalare un leggero contrasto amaro. Più particolari le seconde portate: un lingotto di tofu sormontato da alcune lenticchie e accompagnato da un bastoncino di bamboo bruciato e fungo cardoncello, dove gli elementi di contorno non sono riusciti a regalare intensità all’ingrediente principale, e la redefine meat, carne vegetale stampata in 3D, che riproduce all’interno le sembianze di un pezzo di bollito ma con i bordi ben brasati, adagiata su una riduzione al Barbera piuttosto liquida, accompagnata da una quenelle di patate. Ottimo il dolce: una sfera dal guscio sottile di cioccolato fondente ripieno di gelato al whisky servita sotto una campana trasparente che, una volta sollevata, lascia fuoriuscire fumo e profumo di whisky torbato. Caffè ben estratto e aromatico, 100% arabica di una selezione di un noto marchio torinese.
Elegante e minimalista, con allure industrial e scenografiche lampade a illuminare i tavoli. Il locale è grande, composto da più sale, dove quella di ingresso è di passaggio, dedicata al bancone e a un’enorme finestra sulla cucina.
Il ritmo della cena si è rivelato piuttosto lento, tanto che ci è stato detto che per un menù degustazione completo sono necessarie quasi 4 ore e non si può arrivare oltre le 20.30. Il servizio si è dimostrato un po’ ingessato, con l’illustrazione del menù che viene fatta in modo poco chiaro.
Ampia carta dei vini con buona scelta soprattutto per bollicine e rossi piemontesi, Barolo e Barbaresco in testa, con una pagina dedicata a ciascuno. I ricarichi sono corretti.
Su richiesta ci è portato al tavolo un olio EVO pugliese nella bottiglia a norma.
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