Piccolo passo in avanti per questo locale che è un buon indirizzo per una cena elegante in pieno centro, con i tavoli ben distanziati, gli impiattamenti curati e la materia prima trattata con grande delicatezza. Oltre la scelta delle singole pietanze, risulta molto comoda la formula proposta, che, a fronte di 50 euro di spesa, consente di comporre liberamente il proprio percorso di quattro portate, dall’antipasto al dolce. Dopo il benvenuto dello chef, un delizioso pop-corn di gambero, abbiamo assaggiato l’antipasto scelto, un gustoso filetto di baccalà adagiato su una crema di cavolfiori dal sapore notevole. Sfoglia chiusa con maestria e morso consistente e calloso per il primo piatto scelto: dei cappellacci ripieni di ricciola, conditi con “uva di mare” e con una bisque di crostacei molto intensa, che ha predominato sul resto. A seguire dei funghi porcini fritti, asciutti, croccanti e molto golosi. In chiusura una rivisitazione della tarte Tatin: cilindro di lingua croccante con all’interno mele caramellate al Calvados e gelato, seguito da un caffè giustamente estratto e dall’aroma persistente.
Sobrio e rilassante, l’atmosfera è calda e accogliente grazie anche al bel pavimento in legno, ai colori neutri e ai tavoli elegantemente apparecchiati e ben distanziati. Il locale è formato da due sale, una principale con il bancone e una finestra che dà sulla cucina e una più piccola e riservata. D’estate c’è anche un piacevole dehors.
Cortese e attento.
La carta dei vini non è molto ampia, ma contempla delle opzioni per tutte le regioni italiane, con una prevalenza di rossi piemontesi. I ricarichi sono nella media.
Su richiesta ci è portato al tavolo un olio EVO, monovarietale Biancolilla, nella bottiglia a norma.