Conferma di voto per questo bistrot che punta a offrire una cucina moderna accompagnata da una proposta enologica di tutto rispetto. Il menù si apre con due percorsi degustazione da 40 e da 65 euro, per poi proseguire con la singola scelta dei piatti tra cicchetti, sfizi, antipasti, primi e secondi. Dei pop-corn al curry verde (poco croccanti) e una cialdina con salsa tonnata e polvere di caffè sono stati serviti al tavolo come piccolo benvenuto nell’attesa dei piatti ordinati. Si parte bene con gli asparagi, zabaione salato e parmigiano reggiano, in cui la salsa, liscia e vellutata, risultava leggermente troppo delicata per essere uno zabaione; sapore più deciso e bei contrasti nella zucchina trombetta, fonduta di caprino (dalla piacevole acidità), nocciole a dare croccantezza e cedro per la nota agrumata. A seguire, bottoni ripieni di ricotta di pecora, riduzione di pomodoro, taccole e olive taggiasche, un piatto gustoso e fresco, e l’agnello tonnato, ovvero una rivisitazione del celebre vitello, qui realizzato con la carne di agnello tagliata sottile e dal colore rosa, con ciuffetti di salsa tonnata (alla vecchia maniera) sopra e foglie di cappero a dare croccantezza. In chiusura abbiamo scelto un dessert che celebra l’agrume per eccellenza, il limone: sorbetto e crema di limone con polvere di limone nero e miele di limone, per un dolce fresco e piacevole, l’ideale per concludere un pasto. In chiusura un caffè realizzato con la caffettiera napoletana.
Il locale ha ampie vetrate che si affacciano sulla via da cui prende spunto il nome. L’arredo è moderno ed essenziale, con il grande bancone sulla sinistra entrando presso il quale si può mangiare.
Gentile e preciso.
La proposta enologica è un elemento tenuto in grande considerazione da Gaudenzio, al pari se non di più del menù stesso. È abbastanza ampia e variegata, con presenze mai banali e principalmente bio natur, sia italiane che straniere, soprattutto francesi. Ricarichi medi.
Su richiesta ci sono state portate due bottiglie con tappo a norma di olio EVO, uno ligure, monovarietale Taggiasca, l’altro marchigiano, monovarietale Mignola.