In una zona un po’ defilata di Rivoli, prima cintura torinese, si nasconde questo piccolo locale che abbiamo scoperto con piacere lo scorso anno. Between è un ristorante con pochi tavoli, una grande cucina a vista, guidato da una giovane coppia (lei ai fornelli, lui in sala), provenienti da un percorso di studi in scienze gastronomiche e qualche esperienza ristorativa internazionale. Il risultato della loro unione è questo posticino che sa mettere subito a proprio agio il cliente, con un menù che si rinnova di stagione in stagione e tre percorsi degustazione a prezzi contenuti (cosa ormai assai rara). I piatti presentano una buona tecnica nelle preparazioni e ingredienti interessanti, realizzati con prodotti locali ma anche d’ispirazione asiatica, come testimoniano le chips di tapioca e la ricca panna cotta al Blu di Giaveno, accompagnate da burro alle bacche di ginepro da spalmare sul pane di un forno locale e dai grissini home made. Per la nostra prova di quest’anno abbiamo optato per il percorso “Passeggiata”, più orientato sul pesce, con l’antipasto formato da un signature dish del locale che varia nei dettagli, ma non nella sostanza: si tratta dell’uovo affumicato dal cuore fondente nella sua versione primaverile accompagnato da caprino, maionese al polline, piselli e spugnole sott’aceto. A seguire, la trippa mantecata nel burro, con gambero rosso crudo, bisque di gamberi e yuzu si è rivelato un piatto complesso negli abbinamenti, ma molto godibile e reso fresco dal piacevole profumo agrumato. Anche il primo piatto svela l’attitudine creativa della chef: si tratta, infatti, di una rivisitazione del classico riso, patate e cozze pugliese, dove il cereale è stato sostituito da gnocchetti di riso glutinoso (dalla consistenza particolare, leggermente gommosa) per un sapore mediterraneo molto armonioso completato dai pomodorini confit. In sostituzione del secondo previsto in carta non disponibile, abbiamo optato per il calamaro cotto a bassa temperatura con beurre blanc al Verjus du Perigord, uova di trota e spinacino, un piatto delicato, scioglievole ed elegante nel complesso. Ben eseguita la cheesecake basca con caramello allo yuzu, seguita da un caffè aromatico e ben estratto accompagnato da una cialda al tè matcha e da degli originali cremini fondenti alla lavanda.
Il locale è curato e moderno, con piccoli dettagli di design come le lampade a forma di palloncino. L’atmosfera è resa intima dalle luci soffuse, che contribuiscono a creare un insieme elegante ma non troppo formale.
Gentile e attento; mette a proprio agio il cliente, creando un perfetto trait d’union con la cucina nel presentare i piatti e nel suggerire gli abbinamenti migliori.
Carta dei vini ricercata, con prevalenza di etichette piemontesi, ma anche con la presenza di alcuni vini esteri e naturali interessanti. I ricarichi sono corretti.
Su richiesta ci è stata servita una bottiglia di olio EVO siciliano, blend di Nocellara del Belice, Biancolilla, Cerasuola e Piricuddara.
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