Cannavacciuolo Bistrot

Voto: 8.5 su 10

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OFFERTA

Il bistrot torinese di Antonino Cannavacciuolo, situato nell’elegante zona precollinare della Gran Madre, attira molti estimatori del celebre chef campano, che, attraverso il suo head chef Gabriele Bertolo, propone una cucina basata su profumi mediterranei e qualche tocco orientale. Oltre la scelta à la carte, è possibile optare per due menù, uno con i “classici” di Cannavacciuolo, e l’altro, “Questione di attimi”, di impostazione più creativa. Una piacevole carrellata di amuse bouche apre la nostra cena: soffice focaccia con impasto ai peperoni guarnita con acciughe del Cantabrico, un giocoso macaron alla carruba con fassona e ketchup, una gustosissima crocchetta con melanzana e ragù napoletano e infine gli originali takoyaki con panna cotta all’anguilla e gel di pere. Curioso il burro della Val di Susa con cuore di wasabi che viene servito in accompagnamento al pane preparato con lievito madre e ai grissini di mais. L’antipasto del percorso “I Classici”, è l’iconico tonno vitellato, ovvero un sashimi di tonno rosso, con maionese al limone e bottarga, lattuga di mare fritta e polvere cappero, in cui i singoli elementi erano molto buoni ma l’insieme non del tutto armonico, in quanto il fondo di cottura della carne e la sapidità della bottarga coprivano leggermente il sapore delicato del pesce crudo, tagliato, inoltre, a fettine sottili e non a cubi come nella versione originale del piatto. Ottimo il risotto carnaroli mantecato all’olio, con crema di aglio dolce, prezzemolo, limone e bottarga, dalla mantecatura avvolgente e cremosa, valorizzata dal buon equilibrio donato dalla nota acida. Ben riuscito anche l’agnello ripieno di salsiccia e lardo di Patanegra, con funghi, bagnetto verde e gel di latticello, completato dal suo stesso fondo, un piatto ricco e godibile. Ad annunciare il dolce vero e proprio ci ha pensato un pre dessert intelligente, in cui il sapore dolce del riso soffiato e del cioccolato bianco è bilanciato dalla piccantezza balsamica e dall’acidità di un interessante cremoso alla senape con chantilly allo yogurt. Gioca sullo stesso equilibrio di “dolce non dolce” anche il “Pompelmo e Caffè”, composto da un cremoso di agrumi con riduzione di pompelmo, accompagnato da una cialda al caffè e pâte à bombe francese. L’abbinamento amaro-acido porta un po’ fuori dalla zona di comfort, ma pulisce piacevolmente la bocca a fine pasto. Molto ricca e decisamente più zuccherina la proposta della piccola pasticceria, con una cheesecake al frutto della passione, il macaron al gianduia, la deliziosa tartelletta al pistacchio con gel al limone e, dulcis in fundo, la famosa e attesa sfogliatella napoletana con la panna montata. Il caffè era giustamente estratto ma non particolarmente complesso dal punto di vista gusto olfattivo.

AMBIENTE

Il locale si divide in più salette arredate in stile moderno, con i tavoli dalla curata mise en place ma davvero troppo piccoli per le ampie stoviglie, ritrovandosi spesso a giocare a tetris per trovare il giusto spazio. In estate è disponibile anche un piacevole dehors allestito lungo la bella via.

SERVIZIO

Curato, cortese e non troppo formale.

CANTINA

La carta dei vini, da consultare su tablet, propone un’ampia offerta di etichette note e meno note, con presenze italiane e straniere. I ricarichi sono elevati. Interessante la possibilità di wine pairing anche in versione “premium” con etichette pregiate.

OLIO

Su richiesta ci è stato servito un olio EVO ligure, monovarietale Taggiasca, versato in una ciotolina dalla bottiglia con tappo a norma direttamente al tavolo.

CHIUSURA
Lunedì; Martedì a pranzo