Andrea Larossa

Voto: 8.25 su 10

OFFERTA

Situato nella zona precollinare, quasi al confine con Moncalieri, il ristorante di Andrea Larossa si pone l’intento di avvicinare un pubblico più eterogeneo possibile alla sua cucina, di stimolare non solo gli habitué dei ristoranti di fine dining, conquistando anche i neofiti, soprattutto i giovani. Così nasce il menù “Tavola Pop”, giocoso e goloso, adatto a tutti, al prezzo di 87 euro; per chi desidera un percorso più lungo c’è il menù “Sensazioni”, a 120 euro, senza alcuna possibilità di ordinare alla carta. In apertura vengono serviti i panificati artigianali, con grissini ai cereali, una soffice rosetta col sale Maldon su cui spalmare un buon burro francese e le sfiziose chips di enkir. Il percorso “Tavola Pop” inizia con il Grande Antipasto, ovvero una serie di finger food che sanno un po’ di Piemonte e un po’ di viaggi attraverso terre lontane, tutti curati esteticamente e gustosi al palato: divertente il baccalà con la cipolla in saor, che spiazza con la dolcezza dell’amarena, così come il fish and chips servito sullo stecco avvolto in una morbida pastella, buonissimo lo scampo, di ottima consistenza, con un’equilibrata crema di Gorgonzola e pera. Abbiamo apprezzato poi le rivisitazioni in chiave internazionale di alcuni ingredienti della tradizione, come il takoyaki di lingua; il vol au vent con un ottimo carpaccio di angus affumicato, robiola e prugna; la faraona thailandese con una piacevole salsa di cocco, e infine il taco di maiale con una gustosa cialda al mais nero, un originale guacamole di albicocche, ceci e scalogno marinato. Delizioso, passando ai primi, il risotto Acquerello con mantecatura classica al burro e stravecchio friulano, guarnito con crema di porcini, finferli, cardoncelli e polvere di shitake, un ottimo risotto ai funghi reso contemporaneo dai dettagli, come la crema di aglio nero che dà una grande spinta al sapore, già di per sé avvolgente. Ci ha stupiti piacevolmente il secondo, una rivisitazione del pollo alla diavola: un piatto scenografico nella coloratissima presentazione, con un ingrediente povero e spesso maltrattato che qui diventa elegante e squisito. Il pollo, cotto a bassa temperatura, viene terminato in cottura sulla griglia yakitori, accompagnato da mille foglie di patate e brunoise di peperoni, arricchito di polvere di peperoni e prezzemolo. Golosa e giocosa l’interpretazione del tiramisù da parte dello chef. Intelligente la scelta di non appesantire con la piccola pasticceria: in accompagnamento al caffè, leggermente sovraestratto, arriva solo un cioccolatino, come piccola coccola finale.

AMBIENTE

Il locale è ampio, dominato dai toni del verde scuro e con alle pareti stampe moderne in stile pop. I tavoli sono nudi, con una mise en place più minimal rispetto al passato. Il sottofondo di musica anni Ottanta è coerente con lo spirito del locale.

SERVIZIO

Caloroso e ben coordinato dalla vulcanica sommelier Patrizia Cappellaro (moglie dello chef). Il personale non perde occasione per sincerarsi che il cliente sia a proprio agio, anche con un pizzico di ironia. Anche lo chef a fine serata si dedica agli avventori (molti dei quali vengono da fuori provincia, conquistati dalla recente svolta social del locale e dalle sue videoricette) con chiacchiere e disponibilità a farsi fotografare.

CANTINA

La carta dei vini è ben strutturata, non eccessivamente lunga, con etichette piemontesi, di altre regioni italiane e qualche vino francese. I ricarichi sono corretti. Possibilità di pairing a partire da 45 euro.

CHIUSURA
Domenica a cena, Lunedì e Martedì