Nel vivacissimo quartiere di Porta Venezia c’è questo autentico ritrovo che incarna l’essenza di Tokyo: un’izakaya dove bere e mangiare, che rappresenta in chiave moderna il frutto di una passione sincera e profonda per la cultura giapponese. Kanpai è il luogo ideale per condividere cocktail d’ispirazione orientale e sake, mentre si assaporano i piatti della tradizione cucinati con un tocco di creatività e presentati in modo intrigante. Il menù di Kanpai cambia continuamente ed è suddiviso in tre sezioni: Kanpai Pop, con piatti popolari stile izakaya, Kanpai Idol, piatti gastronomici suddivisi tra starters, verdure e piatti principali e, infine, i dessert. Buono l’avvio con il bao (classico panino al vapore giapponese) farcito con sedano rapa fritto, pistacchi caramellati, salsa curry giapponese e beni shoga, con il panino soffice e la panatura croccante del sedano rapa, il tutto mescolato perfettamente con la salsa curry e arricchito dal tocco spicy dello zenzero marinato. A seguire, uno spiedino di polpo cotto nel tè hojicha e sulle braci, glassato con jus di pollo e tamari, accompagnato con pasta Yuzu Kosho e bergamotto: molto buona la carne del polpo, ma troppo spinto il sapore di brace al contrario di una nota piccante fin troppo delicata. Ottimi gli yaki udon saltati in padella con garum di gamberi e cavolo torzella, gamberi rosa crudi, tenkasu (fiocchi di tempura) e polvere di barbabietola, con la pasta spessa, ricca di sapore e cotta perfettamente. Tra le proposte dei piatti principali, abbiamo assaggiato l’Harami BBQ, un diaframma di manzo cotto sul carbone, con miso di lenticchie alla castagna arrosto, accompagnata da shiso in tempura, in cui la carne è risultata saporita e ben cotta e le foglie in tempura leggere e asciutte. Goloso il Kanpai Dorayaki, pancake caldo ripieno di marmellata di fagioli azuki al bergamotto e fave di cacao. Anche qui, come per il bao, nota di merito per il lievitato che è risultato morbido, con un buon bilanciamento tra il gusto della marmellata, la nota agrumata del bergamotto e quella più amara delle fave di cacao. Ben fatti anche i due cocktail con cui abbiamo accompagnato i piatti: Inu, acido e speziato, con Tequila Silver Patron, Fernet Hunter, litchi, lime e sciroppo ai 5 pepi, per un finale molto fresco, leggero e beverino e Calpis Fizz che, invece, si presenta con una consistenza più lattiginosa, ma comunque fresco e piacevolmente agrumato, a base di Shochu, mezcal, calpis, mandarino e soda.
Varcata la soglia del locale, ci si immerge sin da subito in un’atmosfera calda e accogliente, con un bellissimo lampadario realizzato con bottiglie di sake e un ricco e vivace bancone. Si aprono poi due sale, in cui troviamo le caratteristiche lanterne rosse, pareti scure e volutamente fatiscenti e un mood un po’ underground ma chic. Una particolarità? Nei bagni sono presenti alcune segnaletiche della ferrovia di Tokyo e una voce femminile che annuncia i treni.
Attento e professionale, il personale è giovane e preparato. Nota di merito per il racconto della loro mixology.
Drink list ampia e interessante con alcune proposte che cambiano settimanalmente e i cocktail iconici che hanno fatto la storia del locale. Il menù dei cocktail è una mappa basata sui gusti fondamentali (dolce, aspro, amaro, salato, umami), per aiutare gli avventori nella scelta desiderata. Più che discreta la carta dei vini, che presenta etichette italiane ed europee con ricarichi corretti. Per immergersi ancor più in questo mondo lontano, da Kanpai è presente pure un’ampia selezione di alcolici provenienti dal Giappone, come sake, whisky e shochu.
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