Remulass si conferma un punto di riferimento nel panorama gastronomico milanese. Una “piccola cucina con radici” che propone un menù prevalentemente vegetariano, che si rinnova costantemente seguendo la stagionalità. Sono presenti, inoltre, anche dei fuori carta descritti a voce dal personale, così com’è possibile scegliere à la carte oppure affidarsi al menù degustazione di 5 portate a 50 euro; solo a pranzo, invece, è disponibile il menù lunch a 25 euro per due piatti. In attesa delle pietanze scelte, ci è stato servito come benvenuto una cialda di semi di lino con crema di avocado leggermente piccante, insieme a del buon pane e a del burro di malga aromatizzato alle alghe. Per iniziare abbiamo scelto i gustosi cardoncelli di Senise fritti, serviti con maionese all’erba cipollina e con un’insalatina condita, in cui la panatura dei funghi era croccante, dorata e uniforme. Tra i primi, abbiamo optato per il risotto al cavolo rosso e caffè, un piatto apparentemente semplice, reso speciale dall’originalità dell’abbinamento: la spolverata di polvere di caffè, infatti, aggiungeva carattere, esaltando il sapore e la cremosità del risotto. Come secondo abbiamo assaggiato il topinambur arrosto, servito con nocciole, fondo alla liquirizia, purè di patate americane e chips di patata viola, con la radice cucinata nel modo giusto e la sua morbida consistenza ben contrastata dalle chips croccanti di patata viola. Non possiamo dire lo stesso per le nocciole, che risultavano poco incisive e non davano un valore aggiunto al piatto. Perfetto invece l’accostamento con il fondo di liquirizia e con il purè di patate americane, che accentuavano il gusto del tubero. In chiusura ci siamo lasciati tentare dal “pane allo zucchero” leggermente tostato in forno, servito con chantilly alla camomilla, composta di arance e noci di Sorrento caramellate, in cui la crema, impreziosita dall’aroma delicato della camomilla, era deliziosa, mentre la composta di arance aggiungeva una nota acida e agrumata che bilanciava perfettamente il dessert. Per concludere un caffè leggermente sottoestratto e non particolarmente aromatico, servito con un biscottino al cioccolato.
Il locale, di dimensioni contenute, si sviluppa lungo un corridoio che costeggia la cucina a vista, conducendo alla sala principale. Nonostante la capienza massima fosse stata raggiunta, l’atmosfera è rimasta piacevole, permettendo di conversare senza difficoltà. L’allestimento dei tavoli è essenziale ma curato: lasciati volutamente “nudi”, sono arricchiti da poggia posate e tovaglioli di stoffa, in linea con lo stile raffinato ma informale del contesto.
Il personale di sala si distingue per cortesia e disponibilità. Pur non avendo avuto immediata risposta ad alcune nostre domande, si sono dimostrati attenti e pronti a fornirci le informazioni necessarie.
Il menù contiene una piccola selezione di calici pensata per essere abbinata ai piatti, oltre a delle proposte di aperitivo e amari. La carta dei vini, invece, contempla alcune proposte nostrane e straniere, anche del mondo bio natur, con ricarichi corretti.
Su nostra richiesta ci è stato servito un olio EVO biologico, nella bottiglia a norma, di un’azienda del Soave che produce anche vino.
Iscriviti alla newsletter per scoprire gustose anteprime e rimanere sempre aggiornato su eventi e novità firmati Pecora Nera.
© 2026 – La Pecora Nera Editore – P.IVA 08525911007
Via Castelfranco Veneto, 90 – 00191 Roma
Tel. : +39 06 8607731
info@lapecoranera.net
Progetto finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU – PNRR, Missione 1 – “Transizione ecologica organismi culturali e creativi” (TOCC) SUB – INVESTIMENTO 3.3.4 – Promuovere l’innovazione e l’eco-design inclusivo
Finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU