Passo in avanti per questo ristorante situato in zona Turro, poco distante dalla fermata omonima della metro rossa. Il lungo restyling dello scorso anno ha reso il locale più grande e accogliente, con uno stile ben definito e fuori dagli schemi, così com’è la cucina dello chef Matteo Fronduti: piatti dai sapori intensi e persistenti e dagli abbinamenti insoliti ed equilibrati. Dopo il piacevole benvenuto da parte della cucina a base di panelle e crema di zucchine alla scapece, abbiamo assaggiato un gazpacho semplicemente perfetto, cremoso e con una piacevole nota piccante, servito con del sedano ghiacciato al centro del piatto e una spruzzata di vodka a terminare. È stata poi la volta degli eccellenti spaghetti freddi con crostacei, acetosella, rafano e uova di pesce, con la pasta al dente (al chiodo si potrebbe dire) e un intenso sapore iodato. Il “Riassunto di Mare” è un piatto che raggruppa quattro piccoli assaggi di mare, tutti ben fatti, con vari tipi di pesce cucinati in modi diversi: la capasanta, bacon e nocciola, lo sgombro fritto e aceto vecchio, le ali di razza mantecate e lo scampo crudo su sorbetto di sarde in saor. In chiusura una deliziosa Tatin di mele, con la sfoglia e il frutto della giusta consistenza e un delizioso gelato alla crema sopra, seguita da un caffè perfettamente estratto e dal piacevole aroma.
Design dalle linee moderne e minimaliste, sui toni del verde (per le sedie) e del grigio scuro (pavimenti e tavoli). Appena varcata la soglia si viene accolti dal bancone dei cocktail, dove è possibile fermarsi per un drink dall’aperitivo al dopo cena. Con l’estate c’è anche lo spazio all’aperto allestito lungo il marciapiede.
Preciso e puntuale, con modi piacevolmente informali. Anche lo chef gira spesso tra i tavoli per assicurarsi che tutto vada bene.
È un piacere leggere la carta dei vini, anch’essa fuori dagli schemi, ben assortita e in grado di soddisfare sia i palati più esigenti che quelli alla ricerca di qualche chicca, anche bio natur. Ricarichi importanti.
Alla nostra richiesta di olio ci è stata portata al tavolo una ciotolina senza nessuna spiegazione di che tipo di olio contenesse. A domande più precise ci hanno risposto che si trattava di un olio EVO toscano, blend di cultivar del territorio, ma senza mostrare la bottiglia.