Alla luce di numerose visite nel corso dell’anno possiamo affermare che, dopo un periodo di relativo appannamento, questa gelateria ormai storica, attiva da oltre un quarto di secolo, conferma anche quest’anno di essere ritornata a pieno titolo tra le migliori della Capitale. Magari non più ai vertici assoluti come una volta, dacché tanti bravissimi e agguerriti concorrenti sono nel frattempo entrati sul mercato e certi gusti non stupiscono più come nei tempi migliori. Come sempre i punti di forza secondo noi sono nei sorbetti di frutta fresca, spesso di produzione propria, dal sapore pieno, a volte non privo di difetti, che però in questo caso si sublimano nei pregi dell’autenticità rustica, come nella profumata pesca, nell’albicocca in equilibrio tra dolcezza e acidità, nell’aromatica prugna Santa Rosa, nella rinfrescante mora selvatica. Ma anche gli altri sorbetti non sono da meno, su tutti un’ottima visciola, la pera spina, il lampone, la fragola, il melone, il limone o i più esotici mango, papaya e frutto della passione. Tra le creme, molto buoni il cioccolato monorigine Sur de Lago, lo zabaione e il pistacchio. Meno interessante la panna fatta con il montapanna e le granite, le quali continuano a essere penalizzate dalla presenza di fastidiosi cristalli di ghiaccio.
AMBIENTE
Certamente non è un locale alla moda, arredato in modo spartano e ormai demodé, con in fondo il laboratorio a vista e le pareti in parte coperte da marmo con colori anni ’60…