Punto di riferimento per un cocktail da bere fino a tardi, anche dopo teatro, Metropolita si conferma un valido indirizzo di Roma Nord. Il menù è composto da numerose tipologie di drink alcolici e analcolici, da una selezione di vini, tra cui anche diversi produttori bio natur, da soft drink e da birre alla spina. Per la prova di quest’anno abbiamo assaggiato il “Time to love”, a base di Aperol, vino Carta d’Oro Rallo 1860, infuso di pesca, cedrata e una spruzzata di pepe del Sichuan, e il “Bitter and Sweet”, con Campari bitter, vino Carta d’Oro Rallo 1860, tonica Schweppes e aroma di frutto della passione, entrambi ben fatti ed equilibrati. In accompagnamento abbiamo provato le patatine crispy tagliate a mano servite con maionese, ketchup e salsa cacio e pepe, gli sfiziosi edamame (baccelli di soia lessati) e i crostini con alici del Cantabrico, la cui sapidità era bilanciata dalla dolcezza della stracciatella di bufala, aromatizzata con zeste di limone. Ben fatti e gustosi sia l’hummus di ceci, servito con pane carasau e paprika dolce, che il guacamole con pomodorini accompagnato da tortillas di mais condite con fonduta di Parmigiano Reggiano 24 mesi. Fra i piatti starter, buono il baccalà mantecato alla veneziana condito con olio al prezzemolo e accompagnato da una gustosa confettura di cipolla e alcune sottili fettine di pane tostato su cui spalmare il pesce. Volendosi allungare per la cena, tra i piatti principali, abbiamo assaggiato la buona chevice di ricciola, il polpo arrosto con patate di Avezzano, dalle carni tenere e ben condito, e la parmigiana di melanzana, in cui, a nostro avviso, stonava la presenza della burrata. Chiusura con un espresso persistente ed equilibrato e con delle deliziose ciambelline al vino.
Il locale è suddiviso su due livelli, con la sala principale al piano strada e l’altra al piano superiore, a cui si accede tramite una scala a spirale. Le luci soffuse, i comodi divanetti e i tavolini bassi rendono calda e accogliente l’atmosfera. Lunghi piani di appoggio disposti intorno alle pareti perimetrali della sala e un tavolo tondo con alti sgabelli accolgono quei clienti che non hanno prenotato. Piacevole il dehors ospitato sulla piazza e in grado di accogliere un buon numero di avventori.
Disponibile e cortese, sebbene troppo frettoloso nell’assolvere e servire le ordinazioni. La sensazione è che la tolleranza di 20 minuti che si sono dati per le prenotazioni, imponga dei ritmi agli avventori che possono risultare fastidiosi.
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