Lungo la Flaminia, nel centro di Collina Fleming, questo bar-pasticceria è un luogo di ritrovo in ogni momento della giornata, grazie a una proposta poliedrica che spazia con disinvoltura dai lieviti per la prima colazione ai pasticcini per la merenda, con un reparto salato per il pranzo e l’aperitivo. Noi, ormai da anni, lo proviamo alle prime ore del mattino: le tante visite effettuate attestano una costanza nel livello dell’offerta che, però, continua a non entusiasmarci. I lieviti, disponibili sia in formato normale che mignon, peccano a nostro avviso per scarsa fragranza come testimoniato dal fagottino al cioccolato ordinato nell’ultima occasione, con alcune eccezioni (danese, treccia con miele e noci). Pure l’angolo caffetteria non brilla, con un espresso alla “moda italiana”, ben estratto ma privo di complessità e con note di tostatura a coprire il tutto, e un cappuccino che, sebbene penalizzato dal livello del suddetto ingrediente, beneficia della morbidezza introdotta dal latte, questo montato a dovere. Diverso il giudizio sulla piccola pasticceria che, provata in più occasioni, risulta di un altro livello.
Nella caotica via costellata di macchine in seconda fila, il dehors del Caffè Fleming è un’oasi felice, sebbene non protetta acusticamente: la struttura fissa e i comodi tavolini generano un mood elegante e piacevole. L’interno si apre con una prima sala destinata ai dolci e ai lieviti, oltre che alla casa, per poi accedere tramite un corridoio alla seconda sala con l’angolo caffetteria e qualche tavolino per il consumo.
La consumazione al tavolo è possibile solamente servita, servizio che spesso si tramuta in un disservizio visti i tempi di attesa lunghi sia in fase di ordinazione che di evasione dell’ordine. Consigliamo il consumo al banco dove la simpatia di chi gestisce la caffetteria è tipicamente romana.