Pizza servita a mo’ di degustazione, impostazione creativa e attenzione all’olio extravergine di oliva sono i tratti distintivi di questa interessante pizzeria situata in una zona periferica di Roma. Ampia e convincente la lista dei fritti proposti come antipasto, che si fanno apprezzare anche per l’aspetto visivo, come nel cosiddetto “orto di nonna”, crocchetta di patate farcita con stracciatella pugliese, pomodorini datterini confit, verdure miste di stagione, oppure per il “bacio sulla guancia”, guancia morbidissima di manzo racchiusa in una panatura croccante su cremoso di patate, panna acida e germogli. Ma anche optando per proposte più tradizionali, comunque interpretate con un pizzico di creatività, non si rimane delusi, a partire dal filettone di baccalà pastellato servito con miele e polvere di rosmarino e dai supplì della tradizione romana: classico al pomodoro e basilico servito su cremoso di mozzarella, con tonnarelli cacio, pepe e lime servito su crema di pecorino romano e con gli spaghettoni alla carbonara servito su crema carbonara e guanciale croccante. Passando alle pizze, sono concepite come delle “mattonelle da condivisione” già tagliate in 8 tranci in modo che possano essere condivise da tutti i componenti del tavolo. Per i più tradizionalisti sono comunque disponibili le classiche margherita e marinara al piatto. Noi abbiamo provato innanzitutto un’ottima esecuzione della margherita con mozzarella di bufala, salsa di pomodorini piennolo del Vesuvio, parmigiano reggiano 84 mesi, pomodorini datterini. Tra le più creative, invece, abbiamo optato per quella con crema di zucchine, gamberi rossi, stracciatella pugliese, chips di patate viola, polvere di olive nere, scorza di limone, che si è rivelata molto gradevole. La pizza che ci è maggiormente piaciuta è stata, però, quella con vegetali misti di stagione in diverse cotture e consistenze serviti su base di stracciatella pugliese. Meno vasta e interessante è la scelta dei dessert, noi abbiamo optato per un tortino al cioccolato fondente di discreta esecuzione.
Stile moderno e gradevole ma forse anonimo, con pareti grigie, pavimenti marroni, luci prevalentemente a faretto ma anche su pendenti di piante vere e finte.
Gentile, ma un po’ approssimativo, con l’assenza di sapone nel bagno e il bicchiere dell’acqua che viene inspiegabilmente tolto dal tavolo dopo aver ordinato un calice di vino, come se questo escludesse la possibilità di bere entrambi.
Sul fronte bere sono disponibili alcune birre artigianali e una lista di vini non amplissima ma valida.
Encomiabile l’utilizzo di diversi oli EVO di elevata qualità sui vari piatti, indicati in modo chiaro nel menù.
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