Vale la passeggiata a Fiano Romano questa eccellente realtà in cui Amalia Costantini prosegue e conferma la qualità del suo progetto. Grani antichi e lievito madre sono il punto di partenza per una pizza lievitata in modo magistrale, fragrante, croccante e soprattutto leggera, una base perfetta per accogliere l’estro creativo. Gli ingredienti sono selezionati, stagionali e spesso a km0, utilizzati per realizzare pizze decisamente gourmet, curate negli equilibri sia dei sapori che dei colori; non aspettatevi i gusti classici, la proposta infatti si concentra su opzioni creative stagionali che si muovono tra terra e mare a cui si affiancano le cosiddette classiche che in realtà sono le storiche di Mater. Non mancano gustosi antipasti, tra cui vari fritti tutti realizzati con mano sicura, asciutti e croccanti, come quelli da noi assaggiati, il tris della tradizione, ossia tre gustosi mini supplì che comprendevano il tradizionale con carne, il bufalino con mozzarella di bufala e quello cacio e pepe. Tra gli starter stagionali abbiamo assaggiato anche l’eccezionale sfera di asparago (un supplì condito con asparagi, guanciale di Sauris, pecorino romano, servito su una vellutata dello stesso ortaggio), nel complesso delicata ed equilibrata nei sapori. Altrettanto gustoso il bottoncino, un panino ispirato al vitel tonné farcito con roast-beef, pesto di rughetta, songino, salsa tonnata e pomodoro semi dry. Le pizze vengono servite a spicchi e parte di esse possono essere ordinate divise in due metà con gusti differenti. È quello che abbiamo fatto noi assaggiando in questo modo sia la “gambero guacamole”, con la tipica salsa messicana a base di avocado arricchita da passion fruit, pepe rosa e lime, accompagnata da un saporito gambero rosso di Mazara del Vallo crudo e polvere del suo carapace, che la “spigola esotica” con ricotta aromatizzata al pepe nero e zest di limone, carpaccio di spigola marinato con passion fruit e coulis di mango e lampone. Abbiamo proseguito con una stagionale, la romanesca con il carciofo in tre cotture (alla romana con mentuccia, alla julienne fritto e come vellutata di gambi), il tutto accompagnato da stracciata pugliese e, tra le “classiche”, quella chiamata Sauris con la stessa stracciata accompagnata da tartufo nero tritato, un’abbondante fetta di guanciale di Sauris e pomodorino caramellato. Bonus per il menù bimbi con pizza o hamburger che dà la possibilità di gestire i più piccoli con facilità.
Il locale presenta due ampie e luminose sale arredate in stile shabby, con diversi i tavoli a cui si aggiungono quelli esterni nella bella stagione.
Comunicativo, ben organizzato e dai tempi corretti.
Una proposta a nostro avviso migliorabile: tra spina e bottiglia sono disponibili alcune birre artigianali prevedibili a cui si affianca qualche referenza di vino non indicata nel menù, tra cui un paio di proposte al calice bianco e rosso.