Sora Maria e Arcangelo

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OFFERTA

Per gli estimatori della cucina della campagna laziale, questo posto è uno dei templi del buon mangiare. Ubicato sul corso principale del piccolo borgo di Olevano Romano, a un’oretta di macchina da Roma, Sora Maria e Arcangelo continua ad essere un valido indirizzo dove fermarsi per gustare piatti tipici, di sostanza, ma ben curati e con un sapore ancora autentico. Il menù, che cambia in base alla stagionalità degli ingredienti (i cui fornitori sono in parte opportunamente segnalati in carta), propone diverse opzioni, per lo più terragne, e un menù degustazione di 4 portate da scegliere liberamente dalla carta, a 55 euro, che salgono a 65 con l’abbinamento dei vini. Dopo una sfiziosa crocchetta di ricotta alle erbe in tempura, abbiamo gustato il nostro antipasto scelto dai fuori carta: “come un smørrebrød danese”, ovvero un sandwich aperto con pastrami di lingua, cren e maionese alla giardiniera, tutto fatta in casa e adagiato sull’ottimo pane di Roberta Pezzella di Frosinone. È stata poi la volta di un grande classico, la pasta, in questo caso degli zitoni, conditi con un eccellente sugo di coda alla vaccinara, serviti con una spolverata di cacao che andava a bilanciare la dolcezza dell’uvetta e dei pinoli; il sedano croccante messo sopra conferiva al piatto una nota di freschezza. La trilogia dell’agnello è uno dei piatti cult di Sora Maria e Arcangelo, in cui l’abbacchio romano IGP viene servito sotto forma di fettina panata con l’osso accompagnata da chips di patate (leggermente unte e flosce), alla brace con il suo fondo e come coratella con le cipolle all’olevanese. Chiusura golosa con il pan brioche fatto in casa tostato e sormontato da una quenelle di gelato alla vaniglia Tahiti e caramello salato, seguito da un caffè Brasile della selezione The Bocs di Mondicaffè dai piacevoli sentori di cioccolato ma leggermente diluito al palato.

AMBIENTE

L’arredo rustico ma curato, con tavoli di legno dalla corretta mise en place, contribuisce a creare una piacevole atmosfera, amplificata dalla dislocazione su più livelli delle sale dove poter mangiare. D’estate è disponibile anche un dehors allestito lungo la via principale.

SERVIZIO

Cortese, preciso e accogliente.

CANTINA

Carta dei vini che invoglia a bere, con numerose presenze naturali ben segnalate da un bollino verde. Due le pagine dedicate al Cesanese, vitigno principe della zona, accanto a produzioni di altre regioni italiane, a quelle della Francia e a qualche bottiglia di altri paesi. Ricarichi corretti.

OLIO

Su richiesta ci è stata servita una bottiglia con tappo a norma di un pluripremiato produttore del basso Lazio, monovarietale Itrana.

CHIUSURA
Lunedi e Mercoledì. A cena Martedi e Domenica