Passo indietro per questo locale situato nel caratteristico borgo di Sperlonga, la cui proposta gastronomica è incentrata totalmente sulla cucina di mare. Dopo un rinfrescante e appagante gazpacho con sfera di gambero, scelto come antipasto, abbiamo assaggiato tre primi piatti: dei validi rigatoni all’amatriciana di mare, con guancia di tonno rosso, guanciale, pomodoro, katsobushi e pecorino, un piatto corposo e saporito, dei meno convincenti gnocchi con cernia, melanzane e pomodorini, dal sapore leggermente monocorde, e un interessante risotto, dalla cottura perfetta, con gambero viola, zucchine, burro, basilico e provolone del Monaco. Passando ai secondi, abbiamo optato per “Avvolti ritornano”, ossia degli involtini di rombo ripieni di olive di Gaeta, capperi, pomodori secchi, provola affumicata, acciughe, fiori di zucca e bietoline, un piatto complessivamente gustoso, al quale, a nostro avviso, gioverebbe un alleggerimento di ingredienti. Discreto, poi, il “fritto proibito” di alici, calamari e mazzancolle, servito con maionese ai capperi; molto buono il “Benvenuto al Sud”, cioè un trancio di baccalà in tempura su crema di peperoni arrosto, e niente male la cernia con friggitelli, intensa e saporita. Poco convincenti i due dessert provati, decisamente troppo dolci e pesanti: “Jackie Brownies”, brownies con arachidi salate, ganache al cioccolato bianco e frutti di bosco, e “Tiralosù” che, a parte il doppio senso, si contraddistingueva per la carenza della componente di caffè e, al contrario, per l’eccesso di cioccolato in scaglie posto sulla sommità. Caffè di giusta estrazione ma decisamente prevaricato da note di tostatura eccessiva.
Modaiolo ma sicuramente un punto di forza, a partire dal bellissimo panorama sul Golfo di Gaeta. All’interno gli arredi sono molto curati, in stile marinaro, volutamente eterogenei, con bei tavoli in legno sia in stile “vissuto” sia più regolari.
Un punto debole del locale: lento, poco empatico e, soprattutto, approssimativo e poco professionale. Come giudicare altrimenti la mancanza di una lista di vini alla mescita, di cui, dopo richiesta, viene declamato a voce il prezzo e la tipologia senza specificare il produttore, il quale viene svelato dopo ulteriore richiesta e una non breve attesa portando in tavola direttamente la bottiglia? O, peggio ancora, il fatto che il calice, peraltro scarsamente riempito, venga portato in tavola già versato nel bicchiere. Come pure l’olio portato in tavola solo dopo numerose insistenze e a cena ampiamente iniziata. È questo un aspetto su cui Mudejar ha ampi margini di miglioramento!
Ampia e con etichette non banali, incentrata giustamente su vini bianchi e bollicine e con una discreta presenza di etichette straniere, con ricarichi adeguati alla tipologia di locale e che virano verso l’alto per i vini alla mescita. Molto interessante la lista degli amari da fine pasto di produttori artigianali.
Dopo varie richieste è giunta in tavola una bottiglia con tappo a norma di un olio EVO pontino, monovarietale Itrana.
Iscriviti alla newsletter per scoprire gustose anteprime e rimanere sempre aggiornato su eventi e novità firmati Pecora Nera.
© 2026 – La Pecora Nera Editore – P.IVA 08525911007
Via Castelfranco Veneto, 90 – 00191 Roma
Tel. : +39 06 8607731
info@lapecoranera.net
Progetto finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU – PNRR, Missione 1 – “Transizione ecologica organismi culturali e creativi” (TOCC) SUB – INVESTIMENTO 3.3.4 – Promuovere l’innovazione e l’eco-design inclusivo
Finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU