Aperto da circa tre anni in quel di Contigliano, il ristorante della talentuosa chef Carlotta Delicato e del marito e bravo maître Gabriele Tarquini si sta ricavando sempre di più uno spazio nel panorama gastronomico di alto livello, conquistando il cuore della clientela grazie a piatti che riflettono le esperienze all’estero della chef pur rimanendo legati al territorio e risultando originali e ricchi di gusto. Scegliendo il menù degustazione più completo (ce ne sono due, uno da 6 portate a 75 euro e l’altro di 8 piatti a 100 euro), abbiamo avuto una panoramica dell’interessante proposta gastronomica, una cucina di prodotto in cui ogni elemento trova la sua esaltazione grazie a cotture mirate e ad abbinamenti ben pensati, senza che nessun elemento venga snaturato. Ne è un esempio lampante il delizioso antipasto a base di carpaccio di capra perfettamente equilibrato nella sua intensità dalla dolcezza dei fichi di stagione. Degli antipasti, poi, ci ha sorpreso per freschezza e dolcezza l’anguria arrosto, ben equilibrata dalla salsa al miso e cipollotto, e per golosità l’uovo cotto a 65 gradi, perfettamente fondente, servito con una saporitissima salsa alla puttanesca, mentre il cardoncello glassato replicava molto bene la consistenza della carne, ma il sapore era completamente dominato da quello del fondo di cottura che lo ricopriva, molto concentrato tanto da annullare le caratteristiche del buon fungo. Ottima l’idea alla base del primo piatto di mezze maniche, lasciate volutamente indietro di cottura, piacevolmente croccanti, con un condimento che ci ha ricordato l’energico sapore del pollo arrosto con i peperoni, grazie al fondo concentrato e alla vivace salsa addolciti dal tocco di mandorla. Più delicati ma ben eseguiti i bottoni di coniglio con lime e mascarpone, equilibrati e dal buon rapporto tra sfoglia e ripieno. Decisamente convincente la tenerissima pancia di maiale abbinata a un filetto di trota appena scottato, glassati con soia e abbinati a sedano rapa e pak choi, in cui incredibilmente hanno trovato risalto tutti gli elementi, mentre nel piatto a base di quaglia, spinacino e uva spina ci è sembrato di nuovo soverchiante il fondo di cottura. Fresco e vivace il dolce con pesca arrosto, fior di panna e frutta secca, un’ottima conclusione per una buona cena; migliorabile invece il caffè, dalla crema poco elastica e non molto aromatico.
Il locale si articola in due salette su diversi livelli all’interno di un palazzo storico di Contigliano. L’arredamento moderno e i tocchi di colore di opere di artisti contemporanei risaltano sui muri in pietra; i pochi tavoli apparecchiati “a nudo” sono ben distanziati in modo da garantire tranquillità e riservatezza alla clientela. Nella bella stagione è possibile godere dell’aria aperta grazie ai tavolini disposti sulla balconata antistante al locale.
In sala c’è il padrone di casa, Gabriele Tarquini: simpatico e accogliente, rimane sempre attento e professionale, abile a guidare il cliente sia nella scelta dei piatti, che illustra con precisione, che nella scelta del vino più adatto.
La carta dei vini è adeguata a un ristorante di livello, con etichette blasonate ma con pochi guizzi di originalità. Interessante il focus su etichette laziali e umbre, tra cui si può trovare qualche bella sorpresa dal buon rapporto qualità/prezzo. La scelta al calice è illustrata di volta in volta con dovizia di particolari dal padrone di casa.
Viene servito direttamente al tavolo, accompagnato da una pagnotta fresca preparata da un forno locale su ricetta della chef, un buon olio EVO Dop Sabina, blend di Carboncella e Salviana nella bottiglia a norma.
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