Tornati in guida lo scorso anno con l’apertura della nuova sede di Mazzo a San Lorenzo, i “The Fooders” si confermano osti che meritano una visita per la loro cucina mai banale, con contaminazioni interessanti come nel caso dell’antipasto da noi scelto, il ceviche di manzo piemontese con cipollotto, coriandolo, lime e peperoncino, in cui l’importante acidità era arricchita da una speziatura complessa che non andava a coprire il sapore dell’ottima carne. Ottimi pure i due primi provati: le fettuccine fatte in casa con pollo alla cacciatora e Parmigiano Reggiano, rassicuranti nel riportare la mente a sapori di infanzia, e le ruote pazze alla genovese di pannicolo e Parmigiano Reggiano, cotte “al chiodo” ed eccellenti nel condimento; unico appunto al fatto che quest’ultimo era adagiato sopra e non mescolato in cucina, rendendo tale indispensabile operazione non semplice nel piatto. Buona, ma non eccezionale la fettina panata di manzo piemontese: la carne era saporita e tenera, con la scura panatura realizzata con pangrattato mischiato a prezzemolo, aglio e pecorino, ma continua a non convincerci, come segnalato lo scorso anno, l’idea di adagiarci sopra l’insalata russa. Chiusura di livello con la terrina di cioccolato, visciole, olio EVO, menta e petali di zafferano, un dolce fresco ed equilibrato a cui abbiamo fatto seguire un caffè ben eseguito con una miscela brasiliana della torrefazione Aliena dalla piacevole acidità e al tempo stesso non spiazzante per i seguaci del classico espresso all’italiana. Ultimo cenno, doveroso, per il pane: fornito da Zampa Forno Etico, merita da solo la visita.
Varcata la porta rossa si accede ad una sala che si sviluppa in lunghezza in cui sono ospitati alcuni tavoli per poi aprirsi in una sala più grande in cui campeggia una bellissima credenza colma di vinili e, sulla destra, la cucina a vista. Il mood è giovanile e piacevolmente informale, corretta la mise en place.
Migliorato dopo le incertezze dello scorso anno. Non abbiamo più trovato disattenzioni e i tempi corrono via fluidi, con i camerieri pronti a spiegare i piatti quando richiesto.
Interamente dedicata al mondo bio natur, vanta la presenza di etichette lontane dal mainstream selezionate con competenza anche all’estero. Correttamente scritta la proposta in mescita, medio alti i ricarichi.
Nel menù è chiaramente indicata la possibilità, al costo di 6 euro, di ricevere il cestino del pane accompagnato da olio EVO. Migliorato il servizio: ora il cameriere presenta correttamente la bottiglia a norma, nel nostro caso un olio EVO pugliese monovarietale Coratina, e lo versa in una ciotolina dosandolo come si fa con i cocktail (un cucchiaio per ogni commensale).
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